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Visualizzazione dei post da 2017

Astitit Regina! La regalità di Maria e la Chiesa regina eterna

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Dopo la riapertura del meraviglioso sito di santa Maria antiqua al Foro romano si è avuto modo di riflettere e pensare alla straordinaria testimonianza storica, artistica e architettonica di queste vestigia pre-iconoclaste nel pieno centro della Roma Pagana. Un dettaglio ha colpito la nostra immaginazione e per la sua fascinazione ci ha condotto su piste già esplorate da grandi illustri studiosi e teologi ma che sicuramente aprono il passaggio ad altre nuove possibilità di approfondimento.

1. Nel percorso di visita in santa Maria Antiqua si è potuto godere di presentazioni a led sulle pareti stesse dell’antico tempio mariano. Nelle cappelle laterali, ciclicamente immerse nel buio, si poteva osservare sulle pareti una didascalia completa che ricostruisce il luogo, le sue caratteristiche, la decorazione e le origini del culto. Nell’abside, delle apposite illuminazioni permettono di evidenziare la stratigrafia pittorica. Ed è proprio qui che le luci evidenziano una particolarità dell’ico…

San Lorenzo nel Palazzo Apostolico

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"Oggi la chiesa di Roma celebra il giorno del trionfo di Lorenzo, giorno in cui egli rigettò il mondo del male. Lo calpestò quando incrudeliva rabbiosamente contro di lui e lo disprezzò quando lo allettava con le sue lusinghe. In un caso e nell’altro sconfisse satana che gli suscitava contro la persecuzione. San Lorenzo era diacono della chiesa di Roma. Ivi era ministro del sangue di Cristo e là, per il nome di Cristo, versò il suo sangue. Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero della Cena del Signore, dicendo: «Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1Gv 3,16). Lorenzo, fratelli, ha compreso tutto questo. L’ha compreso e messo in pratica. E davvero contraccambiò quanto aveva ricevuto in tale mensa. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo."
Sant'Agostino.



Tra le cerimonie private del Romano Pontefice durante l'anno liturgic…

Le vesti dei concelebranti

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Dall'ultimo libro edito sulla concelebrazione, Tymister M., La concelebrazione eucaristica. Storia. Questioni teologiche. Rito (BEL.S 182. Liturgica opera prima 13), CLV-Edizioni Liturgiche, Roma 2017, ringraziando il prof. Markus Tymister per le sue spiegazioni, traggo questo frammento teologico ed "estetico".
Si stabilisce che i concelebranti debbano indossare i paramenti sacerdotali del colore della messa. Se ciò non è possibile, ai concelebranti – tranne nelle messe esequiali – si dà il permesso di utilizzare sempre paramenti bianchi, mentre il celebrante principale prende i paramenti del colore della messa (n° 12). In questo punto si avverte uno sviluppo: la seconda istruzione per l’applicazione della costituzione liturgica Tres abhinc annosnel 1967 concedeva ai concelebranti di rinunciare all’uso della casula per ragioni di un certo peso, p. es. quando mancano i paramenti per un numero elevato di concelebranti.[1] Nel 2004 la Congregazione del culto divinorestringe …

La vocazione di san Matteo

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Non sono uno storico dell'arte e non sono un esperto. Quindi da non addetto ai lavori mi accosto a un dipinto complesso e studiatissimo senza la pretesa di voler dire qualcosa di nuovo ma semplicemente volendo condividere impressioni su un'opera d'arte geniale ed eloquente come la Vocazione di san Matteo in san Luigi dei Francesi a Roma.

Caravaggio come tanti altri pittori aveva un fremito di fede e lavorava anche su indicazioni di teologi o religiosi. Indicazioni che vanno intuite per comprendere sia l'allogaggio che la stessa natura "teologica" dell'opera in esame. Si tratta di un principio minimo del rapproto tra arte e religione e tra arte e Cattolicesimo in particolare. Senza conoscere nel dettaglio le pieghe della dottrina, del simbolismo e dell'immaginario religioso e cattolico, in particolare, l'opera d'arte "sacra" rimane bella, affascinante ma spesso muta sulla sua reale essenza. Credo quindi si debba partire dal considera…

Alcuni dettagli sulla festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo

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Tra le feste di origine romana si deve ricordare in particolar modo la venerazione annuale dei santi apostoli Pietro e Paolo.
Il celebre Cronografo filocaliano, una Depositio martyrum composta a Roma intorno al 336 è la testimonianza per due feste tipicamente romane, [1] il Natale e la festa dei santi apostoli Pietro e Paolo. La prima testimonianza della festa degli apostoli risale quindi al IV secolo. Dice la Depositio«III Kal. Iul. Petri in catacumbas et Pauli Ostiense, Tusco et Basso consulibus» cioè29 giugno, festa di Pietro nelle catacombe [san Sebastiano] e Paolo sulla via Ostiense sotto i consoli Tusco e Basso.Questa notizia della Depositio è l’unica ad essere arricchita dall’indicazione temporale data dai nomi dei consoli sotto i quali avvenne la festa nel III secolo (258). Nonostante gli studi e le discussioni su questo dettaglio storico e sul perché sia presente nella Depositio martyrum, fermiamo l’attenzione sul fatto che se questa data è stata segnata sicuramente essa è le…