lunedì 24 agosto 2015

Ancora sulla crisi liturgica

Siamo alle solite. In ambito liturgico la confusione e l'ignoranza spadroneggiano. Non ultimo, il caso del funerale di un capo mafioso a Roma e di tutta l'ipocrisa che lo hanno circondato.

Si capisce da dove vengono le polemiche per questi tipi di "funerali".

Allora dico la mia e affermo con tranquillità che se il funerale non si vuole negare, cosa che sarebbe quanto meno coerente, almeno non si celebri l'Eucaristia.

Mi permetto solo di ricordare la nota emanata dal Vicariato di Roma e del Cardinale Vicario, in occasione di un altro caso scandaloso di funerale concesso, avvenuto qualche tempo fa. 

Il testo, che riprende il nuovo "Rito delle Esequie" del 2012, è il seguente - riportato in parte - ovviamente reperibile sulla pagina web della Diocesi di Roma.

«Si raccomanda ai sacerdoti e diaconi l’osservanza puntuale e scrupolosa delle prescrizioni liturgiche, che vanno intese come obbliganti.
  In particolare:

- per la valutazione dei casi nei quali, a norma del Codice di Diritto canonico, non si possono concedere le esequie ecclesiastiche, si faccia riferimento all’Ordinario (cf. Can. 1184).

- Non si autorizzano interventi di commento e commiato durante il rito esequiale. Parroci e Rettori potranno autorizzare qualche eccezione solo in presenza di un testo scritto, sottoposto previamente alla loro approvazione, al termine della celebrazione. Non si deve concedere l’uso dell’ambone.
- Non si consenta di introdurre in chiesa e deporre intorno al feretro oggetti estranei alla celebrazione e allo spirito delle esequie cristiane. Il Parroco o Rettore, con prudenza pastorale, valuterà eventuali eccezioni.

– Durante il rito “si eviti il ricorso a testi o immagini registrati, come pure l’esecuzione di canti o musiche estranei alla liturgia” (Precisazioni, n. 6).

- Si ammettano alla proclamazione delle letture bibliche e alla proposta delle intenzioni di preghiera universale soltanto fedeli noti al parroco o al ministro celebrante, il quale si regolerà tenendo conto di quanto stabilito dalle norme vigenti in materia. Per le preghiere dei fedeli si utilizzi il testo contenuto nel Rito delle esequie. L’inserimento di altre intenzioni di preghiera deve previamente essere concordato con il celebrante (Precisazioni, n. 5).

- Per la valutazione “delle situazioni pastorali nelle quali è opportuno, o addirittura doveroso, tralasciare la celebrazione della Messa e ordinare il rito esequiale in forma di Liturgia della Parola” (Precisazioni, n. 2), il Parroco consulterà il Vescovo Ausiliare competente alle cui indicazioni si atterrà». 

Roma, 1 gennaio 2013

Nella cura pastorale dei parroci dovrebbe potersi vedere quest'attenzione. Agli occhi dei media non cambierebbe nulla, perché sempre di funerale in Chiesa si tratta, ma agli occhi di noi cristiani ci sarebbe sicuramente un segno di rispetto e osservanza delle norme e non solo l'abitudine ecclesiastica di abbinare "funerale" a "casula" e quindi alla messa. Esistono anche i piviali e le semplici stole e in questi casi sarebbe veramente "doveroso" lasciare le casule chiuse negli armadi della sacrestia.



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