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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Seconda Domenica di quaresima

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Il più antico documento letterario della religione cristiana che possa essere datato, immediatamente posteriore al tempo degli apostoli, è la lettera di Clemente Romano ai Corinzi scritta nell’ultima decade del primo secolo. E’ interessante osservare il mutamento avvenuto nel modo di pensare dei Cristiani ad appena trent’anni dalla morte di Paolo. Quest’ultimo aveva scritto alla comunità dei Corinzi nell’intenzione di appianarne le controversie ; Clemente, vescovo di Roma, si rivolge alla medesima comunità perché essa rifiutava di riconoscere l’autorità del proprio vescovo : nelle forme della antica arte retorica, adducendo molti esempi, dimostra loro gli effetti tragici della sedizione e della disobbedienza. Quando poi arriva al punto in cui è necessario introdurre il topospiù terrificante, che, cioè, le discordie intestine travolsero grandi regni, Clemente si astiene dal dare esempi per timore di addentrarsi eccessivamente nella storia pagana e profana, ma applica senza esitare le r…

"Chiedi a Dio con costante e intensa preghiera" Regola di san Benedetto (Prologo 4)

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All’apertura della Quaresima, la Chiesa ogni anno ricorda che il tempo di preparazione alla Pasqua si deve declinare sul tripode della preghiera del digiuno e della elemosina. Se negli anni ho sempre potuto ascoltare con intimo compiacimento, interesse e partecipazione ciò che i pastori hanno spiegato circa il digiuno e la carità verso il prossimo, aspetti basilari della fede, che opera mediante la carità (Gal 5,6) e mezzi che aiutano a ridimensionare il mondo materiale in un contesto in cui esso tenta di fagocitare ed assorbire le nostre energie, allo stesso modo la delusione è grande nell’ascoltare ciò che in vario modo si dice sulla preghiera.
La delusione nasce dalla banale proposta che da più parti si  rivolge ai cristiani perché la preghiera, in Quaresima, si faccia più abbondante e più motivata.
Ma di quale preghiera si sta parlando? Che cosa significa che il cristiano nel tempo di quaresima deve “pregare di più”? Quale preghiera deve intensificare e fare propria?
Innanzi tutto v…

Buona Quaresima

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"Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente?
"
(Is 58, 6-7)



Il digiuno quaresimale può ridursi a gesto simbolico, che preveda solo un’astensione totale o parziale da cibi e bevande? Certo in una società opulenta il digiuno risulta anche una piacevole alternativa ad una tavola sempre imbandita. La privazione invece deve aprirsi alla generosità: "digiunare" per se stessi, da ogni comportamento egoistico ed autosufficiente, che tende ad assolutizzare ogni bene materiale; "digiunare per gli altri", coltivando la carità fraterna, la solidarietà verso il prossimo, l’aiuto verso i bisognosi. Nel volto del fratello si rivela il volto di Cristo povero e bisognoso, "affinché Colu…

L'itinerario spirituale del Cristiano. Recensione al libro di Don Damiano Fiume

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«La Chiesa militante alcun figliuolo
non ha con più speranza, com' è scritto
nel Sol che raggia tutto nostro stuolo:

però li è conceduto che d’Egitto
vegna in Ierusalemme per vedere,
anzi che ’l militar li sia prescritto.


Par XXV, 52-57
Da qui vorrei cominciare per poter parlare del libro di un amico, Don Damiano Fiume, Sulla strada per Gerusalemme. Percorsi dell’anima alla sequela di Gesù, per i tipi della Viver In.
Vorrei quindi scegliere due percorsi, strettamente legati, che da una visione breve della facciata siano in grado di rivelare la struttura interna del volume. Per il primo percorso, dall’Egitto a Gerusalemme, prendiamo ispirazione da Dante. Nel viaggio in visione che egli compie nel Paradiso, San Pietro lo interroga sulla fede; qui, nei versi citati in esergo, il dialogo si svolge con san Giacomo sulla Speranza ed in seguito, con san Giovanni, Dante si confronterà sulla carità. Nella sua risposta il poeta presenta uno spiraglio che apre la vista sulla Gerusalemme del cielo. …

Credere in Cristo

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Trovo nei Padri della Chiesa, in particolare per oggi, Ambrogio e Agostino, una fonte inesauribile di intelligente accostarsi alla sacra Scrittura.  A commento della liturgia odierna, in cui abbiamo la possibilità di avvicinarci alla personalità stessa del Signore Gesù, maestro e taumaturgo, inizio il mio percorso riferendomi ad un brano del grande vescovo di milano, Ambrogio. Egli parlando della potenza guaritrice di Gesù per coloro che entrano in contatto con lui, afferma: 

È la fede che tocca Cristo; è la fede che lo vede. Non è il nostro corpo che lo tocca; non lo afferrano gli occhi della nostra natura. Infatti vedere senza percepire, non è vedere; sentire senza comprendere, non è sentire, né è toccare se non tocchiamo con la fede…
Se consideriamo la misura della nostra fede e se comprendiamo la grandezza del Figlio di Dio, vediamo che, in rapporto a lui, possiamo toccare soltanto la frangia; la parte superiore del suo mantello non la possiamo raggiungere. Se dunque voglia…