domenica 7 dicembre 2014

Preparate la via al Signore!

La prima lettura di questa domenica presenta un “paradosso” il Signore viene con potenza, e l’immagine di questa potente venuta non è di quelle che schiantano e suscitano terrore ma è quella di un pastore che fa pascolare il gregge, porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri.


«Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Questo accostamento di immagini fa pensare al motto latino di Claudio Acquaviva, secondo superiore generale della Compagnia di Gesù: fortiter in re, suaviter in modo (energicamente nella sostanza, dolcemente nei modi). L’espressione è in grado di ricomporre il paradosso di un Signore che viene  con potenza, così come si è manifestato nell’Antico Testamento a favore del suo popolo per il quale non ha mancato occasione di manifestare anche la sua tenerezza, come in parte ricordato dall’antifona d’ingresso di oggi:

Popolo di Sion,
il Signore verrà a salvare i popoli
e farà sentire la sua voce potente
per la gioia del vostro cuore. (cf. Is 30,19.30)

Pópulus Sion, ecce Dóminus véniet ad salvándas gentes; 
et audítam fáciet Dóminus glóriam vocis suæ in lætítia cordis vestri.

Il secondo passo dell’Avvento verso la celebrazione del Natale del Signore, presenta quindi due annunci, di cui il primo è quello di Isaia cui accennavamo e il secondo è quello di Giovanni, l’amico dello Sposo, che chiaramente afferma riprendendo proprio Isaia (Nel deserto preparate la via al Signore): «Preparate la via del Signore».

Ascoltare queste parole mette nella condizione di essere destinatari del comando: noi prepariamo la via al Signore. Come afferma Origene:

«Troviamo nel profeta Isaia il passo dell’Antico Testamento or ora citato: "Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri" (Is 40,3). Il Signore vuol trovare in voi una strada per poter entrare nelle vostre anime e compiere il suo viaggio. C’è dunque una voce che grida: "Preparate la via". Dapprima infatti è la voce che giunge alle orecchie; poi, dopo la voce, o meglio insieme con la voce, è la parola che penetra nell’udito. È in questo senso che Giovanni ha annunziato il Cristo. Vediamo dunque ciò che annunzia la voce a proposito della parola. Essa dice: «Preparate la via al Signore». Quale strada dobbiamo noi preparare al Signore? Si tratta di una strada materiale? La parola di Dio può forse seguire una simile strada? O non bisogna invece preparare al Signore una via interiore, e disporre nel nostro cuore delle strade dritte e spianate? È attraverso questa via che è entrato il Verbo di Dio, che prende il suo posto nel cuore umano capace di accoglierlo». (Evang. Luc., 21, 2, 2-7).

Inoltre:

«Prepara la via colui che corregge la sua vita; raddrizza il sentiero chi conduce un genere di vita più stretto. Chiaramente una vita corretta è la via dritta attraverso la quale il Signore potrà venire a noi, lui che in ciò ci previene. Giacché‚ è il Signore che dirige i passi dell’uomo (Sal 37,23); per questo fatto, la sua via gli piace talmente che la prende volentieri per venire all’uomo e al cui fianco camminare costantemente. Inoltre, come un giovane potrà correggere la sua via se non custodendo le parole (Sal 119,9) e seguendo le orme di Colui che si è fatto egli stesso via per la quale andremo a lui? O Signore, possano le mie vie essere dirette in modo da custodire le tue vie (Sal 119,5). Le sue vie, dice la Scrittura, sono deliziose e tutti i suoi sentieri sono pacifici (Pr 3,17).

Guerrico d’Igny, Sermo IV de Adv.

Oggi si parla di inizio. Il Vangelo di questo anno B presenta infatti l’incipit di Marco: Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Inizio di un testo che contiene un lieto annuncio, un nuovo inizio che nello srotolarsi del tempo di Avvento porta a considerare tutto in funzione dell’Incarnazione, l’inizio appunto della Nuova Alleanza!

Da questo inizio si può riprendere forza e coraggio per affrontare la vita. Alla luce di quanto detto, vivere bene l’Avvento, nella frequentazione della Parola e della Liturgia della Chiesa, mettere in pratica, secondo l’indicazione del Salmo 119, una custodia della Parola che si trasformi nel procedere direttamente verso il Signore, sono le guide concrete con cui realizzare il grido di Giovanni “Raddrizzate le vie del Signore!”; un continuo invito alla conversione, a quel cambiare strada per ritornare al Signore, che ci ha beneficato.

Così intesa, la liturgia della Parola di oggi trova la sua espressione migliore nella colletta della Messa:

Dio onnipotente e misericordioso,
nessun impegno nel mondo ci ostacoli mentre ci affrettiamo per la venuta del tuo Figlio, ma la profonda conoscenza della sapienza che viene dal cielo ci faccia essere in comunione con lui.

Omnípotens et miséricors Deus, in tui occúrsum Fílii festinántes nulla ópera terréni actus impédiant, sed sapiéntiæ cæléstis erudítio nos fáciat eius esse consórtes.
Questa orazione ricorda la dinamicità di quella della I domenica d’Avvento:


O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli.

Entrambe descrivono l’azione di andare incontro al Cristo che viene, suggerendo un incontro a metà strada, l’incontro di due volontà, quella dell’uomo di raggiungere Cristo e quella del Signore di raggiungere l’uomo.




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