domenica 2 novembre 2014

Nella pace del Signore

In questa Domenica la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Alla luce di quanto detto nell’Ordinamento generale del Messale romano ricordiamo l’importanza eucaristica del memento dei defunti
La Chiesa offre il sacrificio eucaristico della Pasqua di Cristo per i defunti, in modo che, per la comunione esistente fra tutte le membra di Cristo, gli uni ricevano un aiuto spirituale e gli altri il conforto della speranza (OGMR 379).

Nella celebrazione solenne di ieri in cui abbiamo contemplato il Signore che dal suo trono si china a guardare la nostra povertà fino a trasfigurare le imperfezioni per un cammino di “santità” che conduce fino a lui, oggi ricordiamo tutti coloro che ci hanno preceduto “nel segno della fede e dormono il sonno della pace” (canone Romano).

In verità, anche se non ci soffermiamo sulla storia della commemorazione di oggi, di cui si trovano diffuse notizie in tutta la rete, vogliamo solamente ricordare che quando si afferma la centralità della celebrazione eucaristica nella vita dei credenti, questo vale anche per il riguardo e la preghiera che indirizziamo ai defunti. Per essi infatti, prima ancora che venisse istituita l’odierna celebrazione, nella Messa si faceva ricordo dei cari estinti a partire dall’anafora. Il nostro testo più antico di riferimento è certamente il canone Romano che possiede all’interno della sua architettura, un memento per i vivi cui corrisponde specularmente quello per i defunti:

Ricordati, o Signore,
dei tuoi fedeli,
che ci hanno preceduto
con il segno della fede
e dormono il sonno della pace.
Dona loro, Signore,
e a tutti quelli che riposano in Cristo,
la beatitudine, la luce e la pace.

La storia di questo testo ci dice che, al contrario di oggi, il ricordo dei defunti non avveniva di domenica e che originariamente era riservato alle esequie. La prassi orientale, rappresentata da Cirillo di Gerusalemme e Giovanni Crisostomo, testimonia invece da sempre un ricordo dei defunti dopo il racconto dell’istituzione; per la tradizione alessandrina si ricorda inoltre l’Eucologio di Serapione di Tmuis che aveva il memento ma prima dell’Istituzione. (Cfr. M. Kunzler, La liturgia della Chiesa, Jaca Book, Milano 1996, 328).
L’analisi letteraria del testo citato ha fatto affermare che il memento ha una chiara struttura ed uno stile decisamente romano (Cfr.  M. Righetti, Manuale di storia liturgica, III, 414).

Il perché della nostra preghiera per i defunti è chiaramente espresso dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: « Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato » (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti:

    « Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? [...] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere ». (CCC 1032).

In chiusura ricordiamo che nei confronti dei defunti la Chiesa antica ha avuto sempre chiara l’esclusione del loro culto dalle celebrazioni della domenica. La rinnovata visione teologica del culto dei defunti inserita all’interno del mistero Pasquale del Signore Risorto, che in base a Sacrosanctum Concilium 80 ha portato alla riforma del rito funebre latino, con il recupero più evidente dell’Alleluia e di due segni “pasquali”, il cero e la croce vicino il feretro, fa comprendere perché anche se domenica oggi la Chiesa inserisce i fedeli defunti nella celebrazione della Pasqua della settimana.

Anastasis nella Patriarcale Basilica di san Marco a Venezia
Assieme ai tuoi santi fa’ che riposino, o Cristo, le anime dei tuoi servi, là dove non vi è affanno, né dolore, né gemito, ma vita sempiterna. (Dal Tropario bizantino della Commemorazione dei fedeli defunti).

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