venerdì 31 ottobre 2014

Libro pessimo...senza dubbio!

P. Berger- A. Zijderveld
Elogio del dubbio
Il Mulino, Bologna 2013

pp. 160
€ 14


Parlando a scuola di dubbio avevo scelto di prendere un libro che dal titolo, Elogio del dubbio e dalla casa editrice, Il Mulino, pensavo potesse essere utile per preparare delle lezioni su qualcosa di nuovo. Dalla lettura invece ho rilevato altro. L'autore afferma che il suo testo non ha pretese filosofiche. Si preoccupa solo di dire una serie di cose inutili di ovvietà pretenziose, una riproposizione di luoghi comuni secondo una vulgata laicista senza criterio razionale. Basti dire che in accuse o affermazioni non esistono citazioni. Fosse stato un testo da correggere avrei messo a penna blu sempre la stessa cosa "MANCA LA CITAZIONE!!!". Non una nota di riferimento. E questo non va certo a favore del giudizio complessivo dell'opera, che si staglia su una fascia di oscillazione che va dal pessimo al "totalmente inutile". Non si possono riferire frasi, virgolettate, citazioni di autori senza indicare le fonti; non si possono sparare sentenze su personaggi storici e contemporanei senza riferirsi ai testi orginali. Questa forma di oscurantismo e di cultura esoterica che non mette mai le carte in tavola non merita, dal mio punto di vista, nessun tipo di apprezzamento. Ed in questo mi stupisce la scelta di una casa editrice come "Il Mulino di Bologna" che si è presa cura di stampare pagine di questa natura.  Nel corso della "trattazione" il discorso sul dubbio, visto che non ha in partenza nemmeno un'impianto seppur minimo di natura filosofica, finisce ovviamente sull'ambito religioso e morale.
Ritengo sia indispensabile saper parlare di Dio e della fede, sia per affermarne l'esistenza sia per negarla. Se si comincia a esporre male il "discorso su Dio" ed in particolare sulla Chiesa, ne derivano tutta una serie di pregiudizi inficiati di luoghi comuni, stantii, banali e razionalmente ridicoli. Basti dire poi che il testo, scritto nel 2009, nel capitolo dedicato al fondamentalismo (67 e ss.) ha solo riferimenti alla Chiesa cattolica ed al comunismo. Eppure l'attualità americana ed europea ha reso bene evidente la natura e le dinamiche di ben altro fondamentalismo, di cui non si fa parola alcuna.
Leggere questo libro consente di mettere seriamente in dubbio se valga la pena perdere tempo ed arrivare fino alla fine. Io per onestà intellettuale, ho vinto il dubbio, sono arrivato fino alla fine, e lo sconsiglio...senza dubbio!

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