domenica 14 settembre 2014

Buon anno scolastico

La scuola ricomincia e da domani mi  ritroverò in classe. Allora, come ogni anno da ferragosto in poi mi cominciano a tornare in mente i volti, i nomi e le espressioni degli alunni che dovrò rincontrare in classe. Io insegno da pochi anni, ma sono convinto, come tanti, di quanto la mia, la nostra, professione sia non necessaria o utile, per alcuni ovviamente inutile, ma decisamente indispensabile. Penso a questa caratteristica del mio lavoro soprattutto nei primi giorni di scuola. Quando arrivo in classe, per i nuovi alunni sono solo un estraneo, per gli altri sono il "prof", e questo alle volte vuol dire anche un rapporto educativo iniziato e che si vorrebbe portare a compimento. Alle soglie del nuovo anno mi chiedo che cosa dire ai miei alunni. 

Ogni anno ci penso. Quest'anno vorrei dire:

Non siate indifferenti. La difficoltà del mio lavoro non risiede certo nell'esposizione dei contenuti; la religione è una questione personale che mi appassiona e sono tante le cose che vorrei insegnare, ma come per le altre materie trovo un muro. Penso che siete troppo presi da altre cose, futili, inutili, non essenziali. Certo siete ragazzi, ma spesso vi considero più attenti degli adulti anche se troppo fagocitati da questo mondo, senza veri interessi o preoccupazioni che vadano oltre ciò che possedete o i vostri affetti. Non siete tutti uguali grazie a Dio, ma in tanti mi date questa idea. Vorrei trasmettermi quello che mi ha appassionato, farvi capire che la fede non è cosa solo di preti o invenzioni di una Chiesa potente che vuole solo plagiare la vostra mente. La fede apre, è un'esperienza di vita che nella storia ha prodotto storie scandalose, ma ha riempito il mondo della gioia di essere amati da un Dio personale e non da un'idea.
Non siate prevenuti. Non vengo per convincervi o per farvi catechismo, ma per cercare di introdurvi in un mondo, quello religioso, che può parlare al profondo del vostro essere e può cambiarvi la vita. Il linguaggio religioso, l'arte sacra, la musica sacra, elevano lo spirito di ognuno e possono essere un mezzo per aprire la mente a realtà storiche artistiche e religiose inaspettate, fuori dai cerchi conformisti in cui le società aspirano a rinchiudere proprio voi nuove generazioni.
Siate intelligenti e furbi. Non fatevi ingannare dal primo che alza la voce e punta il dito contro la Chiesa. Anche io sono Chiesa e condivido una realtà di fede e di grazia con tutti coloro che nella Chiesa cattolica si riconoscono, con i poveri, i ricchi, gli onesti ed i disonesti; tutti siamo sotto lo stesso cielo e sotto la stessa croce anche se le responsabilità e gli obblighi sono differenti. Non accusate la Chiesa cattolica ed i cristiani solo per sentito dire, riferendo parole di altri, e se la fede vi sembra una cosa strana, cerchiamo di avvicinarla insieme, seriamente, anche e soprattutto con l'aiuto della ragione, con quel lume naturale che vi può permettere di studiare, leggere e comprendere la vera natura della fede e non le apparenze che distolgono dal suo centro che è il Signore innalzato sulla croce gloriosa e risorto.
Siate umili. E qui capisco perché sono pochi a seguirmi. L'umiltà non toglie niente ma è lo strumento adatto per alzare la testa con dignità nella vita di tutti i giorni. Essere umili, non presumere, non scegliere percorsi superiori alle proprie forze, non andare oltre se stessi in uno slancio irresponsabile è la chiave di accesso alla vera comprensione della vita, lo strumento per poter vivere in  pienezza i giorni di vita che ci spettano.
Siate fiduciosi. Il mondo non si gestisce solo in base a ciò che pensiamo e crediamo. Tutto può essere per noi uno sprone a vivere una vita intensa, una vita di stupore che non si annoia nel monotono ripetersi dei giorni perché in ogni giornata scorge l'opportunità di nuove conoscenze ed opportunità di accrescere la propria mente, perché come afferma Montaigne la testa sia "ben fatta", non ammobiliata di sole nozioni sterili, ma piena di scienza e di saggezza vissuta quotidianamente.
Siate studenti, ovvero coloro che studiano e siate allievi, ragazzi che crescono e a scuola ci vengono per crescere in tutti gli aspetti, non per perdere tempo e far perdere tempo, non per stare stravaccati sui banchi nelle nostre classi squallide, in attesa che la campana suoni per correre fuori, in un mondo altrettanto squallido.

Non venite a scuola per essere disonesti, per ingannare il prossimo per mettere in atto comportamenti vergognosi che osservate negli adulti. Il cervello va messo in moto anche per questo per evitare di seguire pedissequamente gli errori degli altri. Non vi concedete questa possibilità, sbagliate, se proprio dovete, con la vostra sola testa senza silenziare la coscienza che parla sempre chiaro. Non venite a scuola, per prendere in giro i prof ripetendo a memoria qualche frasetta che avete imparato a casa per caso o semplicemente per assecondare gli ordini perentori dei vostri genitori. Scusate se lo dico, ma non serve a niente avere alunni così, non serve leggere Dante, studiare l'universo o spiegare le forze che regolano il mondo fisico, non serve il mio lavoro e quello dei miei colleghi se questa è la scuola che volete.

Io voglio un'altra scuola, non proprio la "buona scuola" di cui si parla tanto, ma una scuola più vera più rispondente alle esigenze ed alle miserie di tutti coloro che vi entrano, una scuola di qualità non solo da parte dei professori, ma anche da parte di voi che in classe ci dovete stare più di me.

1 commento:

  1. parole vere e commoventi.ancora ci sono professori con la lettera maiuscola.complimenti.

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