martedì 26 agosto 2014

Liturgia. Modello di preghiera, icona di vita

A cinquant'anni dalla Sacrosanctum Concilium è evidente che la liturgia non ha avuto lo stesso cammino che la Dei Verbum ed il movimento biblico hanno intrapreso per la sacra Scrittura. 
Al proliferare di gruppi biblici, alla diffusione della lectio divina, seppur in forme edulcorate e ridotte, che hanno al loro centro la passione e la consapevolezza dell'importanza che la Bibbia riveste nella vita e nella fede della Chiesa, non è corrisposto un eguale cammino per la liturgia.
    La liturgia, a nostro avviso è stato ed è luogo di passione, di conflitto in alcuni casi, di riflessione e di studio in altri, ma per troppo tempo è stato solo il terreno sterile sul quale sperimentare colture estranee, sperimentazioni, innesti temerari che non hanno permesso di rendere evidente che la liturgia è principalmente luogo di incontro con il Signore, in cui si manifesta e si porta a compimento la fede della Chiesa (Cfr. Schmemann). Si è cercato di attuare una riforma del tutto innovativa, ma con la stessa forma mentis del passato, avendo come risultato alle volte di aver riformato non la liturgia ma, secondo una sarcastica espressione di p. Botte OSB, un insieme di riti "protocollo delle pubbliche relazioni con Dio". Si sarebbe passati da un vecchio protocollo ad un altro nuovo. E per questo che, a mio personale avviso, la riforma liturgica dopo cinquant'anni difficilmente anima le nostre comunità.
   
In questo stato di cose poche pubblicazioni sono incisive come quelle che padre Robert Taft ha dedicato alla Liturgia in quanto insigne studioso della scientia liturgica, sopratutto nella sua componente orientale. Il gesuita americano, nel suo piccolo libro Liturgia. Modello di preghiera, icona di vita (Lipa 2009) raccoglie alcune meditazioni sulla Divina Liturgia tenute per un corso di esercizi spirituali. Essendo rivolto a chierici della chiesa orientale, dopo una illuminante introduzione sulla preghiera, padre Robert scandaglia gli elementi fondamentali della divina liturgia proponendo i riti ed i testi per la meditazione personale. In questo metodo, altrimenti conosciuto nella nostra tradizione ecclesiale come mistagogia, la riflessione e la meditazione non hanno come oggetto solo la sacra pagina, la rivelazione che Dio fa all'uomo e alla donna di tutti i tempi, ma anche la liturgia intesa come luogo in cui si ascolta la voce di Dio, si sperimenta la sua vicinanza e la sua opera in nostro favore, il grande contenitore in cui la Chiesa si presenta davanti al Signore nella sua realtà contingente, in cui esiste e dal quale riceve senso e raccoglie, per mezzo del cibo della Parola e della Mensa, il nutrimento necessario per continuare la sua missione nel mondo. Se riteniamo vera l'espressione del Concilio per cui la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia (SC 10) allora il p. Taft nel suo libro insegna, o ripropone, un metodo, che consiste nel fissare la propria attenzione sui testi e sui riti della Chiesa e che noi celebriamo perché sono la nostra fede vissuta davanti al Signore.
Di recente ho avuto modo di accedere a questo particolare metodo di lectio divina fermandomi anche a meditare sulla preghiera eucaristica IV. In essa ho trovato la dottrina, la teologia, la forma della nostra fede, espressa però nel testo principale della messa. Meditare i testi liturgici non è certo facile, perché come i libri biblici, richiedono uno studio approfondito sotto le sfaccettature di differenti discipline, ma questo non può continuare ad esimerci dalla necessità di vivere continuamente la liturgia dal suo lato mistagogico, o spirituale se si preferisce.

Leggere p. Taft credo sia un ottimo stimolo perché anche nelle parrocchie possa crescere la pratica comune di entrare in contatto con le ricchezze della liturgia cristiana con il preciso intento di voler offrire ai fedeli un cibo, sicuramente sostanzioso, che possa in certo modo far crescere la consapevolezza di quanto basilare ed irrinunciabile sia la celebrazione dei misteri della salvezza. 

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