venerdì 23 maggio 2014

Una nuova edizione critica delle Apologie di Giustino

Justin, philosopher and martyr: Apologies
ed. D. Minns, P. Parvis
Oxford 2009
pp. 358
€ 127

Nelle mie abituali visite alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono solito fermarmi a consultare testi che, alle volte irragionevolmente, non possono essere richiesti in prestito. Anche nell'ultima visita, nell’accomodarmi nella sala Humanistica, ho fatto la ronda agli scaffali delle novità. Al di là della sempre più deprimente scarsità di nuovi volumi acquistati, per l’annoso problema che prevede tagli alle biblioteche, perché in fondo i libri non servono (sic!), ho trovato un libro interessante per le mie frequentazioni liturgiche.

Si tratta di una nuova edizione critica delle Apologie di Giustino

Quello delle edizioni critiche dei testi patristici, ed in particolare di autori come Giustino, fondamentali per un approccio serio ed accademico alla scientia liturgica, è un mondo che offre sempre nuovi lidi cui approdare per un buono studio delle fonti.

La nuova edizione critica delle due Apologie di Giustino si intitola  Justin, Philosopher and Martyr: Apologies è a cura di Denis Minns e Paul Parvis, il primo è priore del convento domenicano di St James a Sydney, mentre il secondo  è un fellow onorario della facoltà di teologia Edinburgo, ed appare nel 2009 per i tipi dell’Università di Oxoford, nella prestigiosa collana Oxford Early Christian Texts.

Il volume offre agli studiosi una nuova edizione critica che ritengo non superi le edizioni precedenti (Sources chrétiennes 507, Collection des études augustiniennes. Série Antiquité 117 e l’edizione critica di p. Pfättisch OSB). L’opera è corredata di introduzione, traduzione inglese a fronte e commento. La cura del volume, come è ovvio per un libro stampato da una così importante sede universitaria, si nota anche nei caratteri greci che sono stati utilizzati: gradevoli e raffinati per una leggibilità qualitativamente elevata.

La nuova edizione presenta il testo greco originale delle Apologie restituito in una versione più fedele dell’opera apologetica di Giustino. A fronte del testo greco i curatori hanno elaborato una moderna traduzione, fluente ed allo stesso tempo fedele, nonostante i limiti oggettivi della lingua inglese per la resa effettiva dell’originale.

Dopo una prefazione e le abbreviazioni il volume è suddiviso in  due sezioni: l’introduzione in quattro parti e ed il testo con la traduzione. L’indice non riporta nel dettaglio i sotto-paragrafi delle quattro sezioni dell’introduzione (Il testo(i) di Giustino - L’uomo e la sua opera - Il mondo di Giustino - L’apparato critico). L’ampia ed esauriente bibliografia, che permette un viaggio retrospettivo sullo status quaetionis, con l’indice concludono il libro.

Gli strumenti dati dall’Introduzione tracciano sommariamente la complessa storia del testo manoscritto e a stampa e discute anche il legame tra la prima e la seconda Apologia proponendo in merito alcune soluzioni per risolverne i nodi principali.  La scelta dei curatori è stata quella di creare un’agile mappa, culturale e storica, del contesto in cui Giustino ha vissuto e scritto riuscendo a far emergere dal testo un'ulteriore comprensione del suo pensiero. Esso, spesso più raffinato e preciso di quanto sia stato riconosciuto in passato, ha avuto lo scopo di colmare il divario tra le due culture, quella pagana e quella cristiana, così come si nota ad esempio nella “teoria” dei semina verbi e nella teologia stessa elaborata da Giustino.

Per un liturgista, le Apologie rimangono una pietra miliare nello studio delle fonti del culto cristiano dei primi secoli a Roma, anche se bisogna sempre tener conto della natura di breve resoconto ai pagani in difesa della nascente fede cristiana e non di un trattato sui sacramenti. In merito a questo, anche se le Apologie sono direttamente collegate alla Didaché e con questa alla primigenia prassi liturgica romana, nel lavoro di Mins e Parvis non si trovano riferimenti o spiegazioni delle parti rituali. Nell’introduzione non compaiono per esempio riferimenti a ciò che Giustino dice dell’eucaristia e del battesimo. Questa mancanza obbliga quindi a far riferimento alle edizioni precedenti capaci di offrire dal punto di vista dogmatico, sacramentale e liturgico, uno studio più articolato e approfondito.  Non mancano invece parti dell'introduzione dedicate alla spiegazioni dei punti cruciali della teologia di Giustino, come per esempio la concezione di Cristo quale logos, ponte tra la concezione ellenica di anima razionale del mondo e incarnazione del Verbo.

La modernità del volume e dell’introduzione  rimane comunque un innegabile contributo alla ricerca sulle fonti patristiche, con il pregio di portare con sé strumenti agili e fruibili per un iniziale approccio scientifico al pensiero del cristianesimo dei primi secoli.

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