domenica 12 gennaio 2014

La festa del Battesimo di Gesù

Per un cultore della Liturgia e per un Romano, uno dei centri della Diocesi di Roma non è certamente il Vaticano con la stupenda e meravigliosa Basilica del Principe degli Apostoli, ma la sontuosa e veneranda Cattedrale del santissimo Salvatore e dei santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano. Della grande struttura del Laterano, un luogo in particolare ritengo che sia il centro della vita liturgica della Diocesi, o meglio, dovrebbe essere.


Abside della Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma
Si tratta del Battistero lateranense che concentra in sé secoli di storia, anche a livello architettonico e che ritengo sia IL fonte della Diocesi di Roma. La fede di milioni di cristiani si è giocata nella struttura poligonale del battistero, un ottagono in diretta riferiemento all'octava dies, l'ottavo giorno, il giorno della Risurrezione. Ed il collegamento con la risurrezione, per noi che viviamo dopo il Concilio Vaticano II dovrebbe essere molto chiaro: battesimo e mistero pasquale sono ritualmente e storicamente uniti nell'unica celebrazione della Veglia pasquale. 

Una prassi in particolare mi aveva colpito negli anni degli studi. Durante la quaresima, riporta un'antica fonte liturgica non romana, i fonti battesimali ed i battisteri venivano sigillati. Non si può rinascere dall'acqua in un tempo che non sia quello pasquale ed in una celebrazione che non sia la Pasqua. 

Fonte battesimale, Battistero Lateranense
La prassi pastorale odierna, del dopo Concilio, di quello stesso Concilio che ha rispolverato il catecumenato e messo in atto la compilazione di un nuovo rituale ad hoc, il Rito di iniziazione cristiana degli adulti, spesso non tiene conto o sottovaluta il legame esistente tra battesimo e celebrazione pasquale.

In questo contesto certamente i media non aiutano e certe scelte liturgiche rimangono ancora degli ostacoli che pongono domande serie.

Premesso che a nostro personalissimo avviso sarebbe auspicabile che il Papa, qualsiasi papa, in quanto Vescovo di Roma, battezzasse nel suo Battistero, quello Lateranense di cui sopra, e nella solenne veglia pasquale celebrata a San Giovanni, nella sua Cattedrale, dopo anni rimango sempre perplesso nel vedere sistematicamente il Romano Pontefice presiedere l'eucarestia per la festa del Battesimo di Gesù nella Cappella Sistina, celebrazione unita all'amministrazione del Battesimo di alcuni neonati.

La perplessità nasce non solo in questo caso ma anche in altre concorrenze liturgiche analoghe. Facciamo qualche esempio. Per anni si è visto celebrare le prime comunioni nella messa del Giovedì Santo, facilmente nel giorno di Pentecoste si assiste a celebrazioni per il conferimento della Cresima, in entrambi i casi andando forse contro la legislazione vigente - spesso di natura diocesana - e nel giorno del Battesimo di Gesù si amministra il Battesimo.


Perché? 


Si considera la festa liturgica come un sottofondo adatto ai sacramenti? 
Viceversa si considerano le feste dell'anno liturgico 
come dei contenitori adatti alle celebrazioni dell'iniziazione?
Si vuole meglio caratterizzare la celebrazione di un sacramento o di una solennità liturgica?

Negli anni non sono riuscito a trovare risposte teologicamente solide a queste domande, visto che liturgicamente non ci sono scusanti e non ci sono spiegazioni che reggano. Eppure nel contemplare gli eventi nominati non possono non nascere questi interrogativi.  
Inoltre, per rimanere all'oggi liturgico, la festa del Battesimo di Gesù non è già carica di elementi e di aspetti da spiegare a da contemplare? Eppure tutti gli anni, nella domenica dopo l'Epifania il Papa celebra i Battesimi, in quanto pastore universale, per neonati di dipendenti vaticani, piuttosto che di pecore del suo gregge romano, e si continua a vederlo celebrare in una cappella di palazzo, per quanto meravigliosa e mozza fiato nella sua bellezza, ma pur sempre una cappella "privata" piuttosto che nel luogo fontale ovvero il Battistero della Cattedrale di Roma. 

A conclusione di questo post mi permetto di citare, intesa come fonte autorevole, il sussidio liturgico preparato dalla CEI per la festa del Battesimo di Gesù. Nella parte dedicata alle indicazioni liturgiche non ci sono riferimenti alla eventuale opportunità di celebrare battesimi in concomitanza con la festa odierna. In esso si legge: 

• La celebrazione di questa festa “epifanica” può essere aperta dalla memoria del Battesimo con il rito della benedizione dell’acqua e dell’aspersione (Messale Romano, pp. 1031-1036). La memoria del Battesimo del Signore diventa occasione, così per fare memoria del Battesimo dei cristiani, immersi nella morte e nella risurrezione di Cristo, per vivere da creature nuove, trasformate dall’incontro con lui. Possono essere particolarmente invitati i battezzati con le loro famiglie dell’anno precedente per un’occasione di rendimento di grazie per il dono della fede.

• I testi biblici suggeriscono di impostare l’omelia come annuncio e contemplazione del Cristo, inviato del Padre, servo del Signore, alleanza del popolo e luce delle nazioni (cfr. Is 42,1-4.6-7). Egli, consacrato in Spirito Santo e potenza (cfr. At 10,38; Mt 3,16), è rivelato agli uomini come il Figlio, oggetto del compiacimento del Padre (cfr. Mt 3,17).
• La professione di fede trinitaria, in questo giorno, può avvenire nella forma dialogata tra il presidente e l’assemblea che interviene esprimendo il proprio «Credo» o, se in canto, tra un solista e l’assemblea.
• Nella preghiera dei fedeli si possono ricordare i neo-battezzati e i battezzandi della comunità.
 Ne consegue che come afferma la prima colletta della Messa

Padre onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.

l'attenzione verte sul Battesimo che Gesù ha ricevuto, sul valore trinitario che l'evento del Battesimo porta con sé e sul valore che il sacramento del Battesimo ha per i fedeli.

Le indicazioni della CEI sopra riportate sono indirizzate a questo tipo di valorizzazione della festa. Viene dato infatti risalto al rito di aspersione, sempre previsto dal Messale per le celebrazioni domenicali, con il particolare valore di memoria del Battesimo (così come è presentato anche nel nuovo rituale del Matrimonio); si suggerisce di dare particolare rilievo ai contenuti ed alla forma dell'omelia intesa "come annuncio e contemplazione del Cristo, inviato del Padre, servo del Signore, alleanza del popolo e luce delle nazioni", e si suggerisce di riprendere la forma pasquale della professione di fede. Infine la comunità che prega si rivolge al Padre per i propri catecumeni ed i propri neofiti. 

Credo che in questa forma la festa del Battesimo, completamento dei tria munera, cantati nelle Lodi e nei Vespri dell'Epifania, sia realmente vissuta e valorizzata per ciò che è e che faceva esclamare al grande Cromazio di Aquileia: 

Oh, che grande mistero in questo Battesimo celeste! Il Padre si fa sentire dal cielo, il Figlio appare sulla terra, lo Spirito Santo si manifesta sotto forma di colomba: non si può parlare infatti di vero Battesimo, né di vera remissione dei peccati dove non sia la verità della Trinità, né si può concedere la remissione dei peccati ove non si creda alla Trinità perfetta. L’unico e vero Battesimo è quello della Chiesa, che è dato una sola volta: in esso veniamo immersi un’unica volta e ne usciamo puri e rinnovati; puri perché ci liberiamo dalla sozzura dei peccati, rinnovati perché risorgiamo a nuova vita, dopo aver deposto la decrepitezza del peccato. Questo lavacro del Battesimo rende l’uomo più bianco della neve, non nella pelle del suo corpo, ma nello splendore del suo spirito e nel candore della sua anima. I cieli pertanto si aprirono al Battesimo del Signore, per mostrare che il lavacro della rigenerazione spalanca ai credenti il regno dei cieli, secondo quella sentenza del Signore: "Nessuno, se non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, può entrare nel regno dei cieli" (Gv 3,5). Vi entra dunque chi rinasce e chi non trascura di custodire la grazia del proprio Battesimo; e così, per contro, non Vi entra chi non sia rinato (Sermo 34,2)

Battistero lateranense, struttura centrale con particolare dell'iscrizione dell'architrave


1 commento:

  1. chiesa falsa ricca e pagana con riti stregonesi pagani e magici dettosi cattolici ed ecclesiastici. MA QUALE RAZZA DI PECCATO HANNO I NEONATI PURI E ENORMEMENTE PRIVI DI MALIZIA E CATTIVERIA MA CHE PECCATO ORIGINALE SE SONO STATI CREATI DA DIO TRAMITE ALTRI UMANI. POI PERCHE OBBLIGARLI E SOTTOPORLI AD UN RITO CATTOLICO (PAGANO) QUANDO ANCORA NON HANNO MATURATO E SVILUPPATO;L INTELLIGENZA E LA FACOLTA DI SCELTA RAZIONALE. E' UNA VIOLENZA SULLA LORO PERSONALITA'. SI DEVE ASPETTARE CHE CRESCANO IN MODO CHE SOLTANTO ESSI (I PARGOLI) POTRANNO SCEGLIERE SE FARE O NON FARE IL BATTESIMO LIBERAMENTE.

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