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Visualizzazione dei post da 2014

Gloria a Dio nel più alto dei cieli!

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1. Cari fratelli e sorelle, riuniti nella Basilica di san Pietro a Roma - e voi tutti che mi ascoltate, in questo momento, in qualsiasi punto del globo terrestre - ecco, sto davanti a voi, io, servo di Cristo e amministratore dei misteri di Dio (cf. 1Cor 4,1), come messaggero della notte di Betlemme: la notte di Betlemme 1980. La notte della nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio nato da Maria Vergine, della casa di Davide, della stirpe di Abramo, padre della nostra fede, della generazione dei figli di Adamo. Il Figlio di Dio, della stessa sostanza del Padre, viene nel mondo come uomo. 2. È una notte profonda: “Il popolo che camminava nelle tenebre / vide una grande luce; / su coloro che abitavano in terra tenebrosa / una luce rifulse”; parole del profeta Isaia (Is 9,2). In che modo si compiono queste parole nella notte di Betlemme? Ecco, le tenebre avvolgono la regione di Giuda ed i paesi vicini. Soltanto in un luogo appare la luce. Essa giunge soltanto ad un piccolo g…

Buon Natale!

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«Chi sente il vagito del bimbo? Per lui parla però il cielo, ed è il cielo che rivela l’insegnamento proprio di questa nascita. È il cielo che la spiega con queste parole: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14). Bisogna che noi, toccati dal fatto della nascita di Gesù, sentiamo questo grido del cielo. Bisogna che esso giunga a tutti i confini della terra, che lo odano nuovamente tutti gli uomini.
“Filius datus est nobis. Christus natus est nobis. Amen».


San Giovanni Paolo II, 24 dicembre 1978

Un digiuno per Mosul

Il Patriarca Caldeo Mar Sako, in base alle critiche condizioni dei suoi fedeli, nel suo Messaggio di augurio per il prossimo Natale, suggerisce a tutti i cristiani di vivere l'Avvento "con il digiuno, preghiera, riflessione e carità". Per questo egli invita a digiunare da lunedì 22 dicembre fino alla notte del 24 dicembre, non toccando cibo o bevanda fino a mezzogiorno, come "nei giorni di Bautha". Il digiuno di Bautha ricorda quello che il profeta Giona ha proposto agli abitanti di Ninive per la loro conversione.
"Digiuniamo - dice il patriarca - per la liberazione di Mosul e dei villaggi della piana di Ninive, perché la pace e la sicurezza tornino in queste zone, e tutti possano rientrare nelle  loro case, ai loro lavori e alle loro scuole. Ricordiamo ciò Cristo ha detto: 'Questa razza di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno' (Mt 17, 21). Siamo sicuri che la nascita di Cristo, che ha condiviso la nostra storia personale e que…

Per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio - ad Fílii tui digne nativitátis mystérium celebrándum

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La parola di Dio della Liturgia della IV domenica di Avvento è una miniera di tesori della spiritualità cristiana. I testi di oggi nell'approssimarsi del Natale segnano il cammino verso la celebrazione del mistero dell'Incarnazione del nostro Salvatore
Nella contemplazione della liturgia di oggi vedo letture e  l'eucologia impreziosite ancora, se posso dire, da due elementi, uno pittorico ed uno musicale
Eucologia e beato Angelico
Chi di noi è abituato alla sana pratica devozionale dell'Angelus recitato tre volte al giorno, conosce perfettamente la colletta della messa di oggi. 
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.
Grátiam tuam, quæsumus, Dómine, méntibus nostris infúnde, ut qui, Angelo nuntiánte, Christi Fílii tui incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem ad re…

Gaudete in Domino semper!

Tra le prescrizioni liturgiche rientrano anche quelle circa i colori. Nei secoli le indicazioni normative sul colore sono divenute sempre più restrittive fino a ridurre, con il Concilio di Trento, la gamma dei colori liturgici a sei: bianco, rosso, verde, viola, rosa, nero.

La riforma della liturgia promossa cinquant’anni fa dal Concilio Vaticano II ha prodotto, nell’Ordinamento generale del Messale Romano una gamma di quattro soli colori, cui si aggiungono i facoltativi rosa e nero. Ma il significato dei colori? Perché non usiamo sempre e solo un colore? Perché la liturgia, e non solo, con i colori mette a fuoco l'influenza semiotica dei colori nella coscienza occidentale. Innanzi tutto il Messale Romano avverte sul valore teologico dei colori:
La differenza dei colori nelle vesti sacre ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell’anno lit…

Buona solennità dell'Immacolata!

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Cari fratelli e sorelle!
Quest’oggi la Chiesa celebra solennemente il concepimento immacolato di Maria. Come dichiarò il beato Pio IX nella Lettera apostolica Ineffabilis Deus del 1854, Ella «fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale». Tale verità di fede è contenuta nelle parole del saluto che le rivolse l’Arcangelo Gabriele:«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1, 28). L’espressione «piena di grazia» indica l’opera meravigliosa dell’amore di Dio, che ha voluto ridarci la vita e la libertà, perdute col peccato, mediante il suo Figlio Unigenito incarnato, morto e risorto. Per questo, fin dal II secolo in Oriente e in Occidente, la Chiesa invoca e celebra la Vergine che, col suo “sì”, ha avvicinato il Cielo alla terra, diventando «generatrice di Dio e nutrice della nostra vita», come si esprime san Romano il Melode in …

Preparate la via al Signore!

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La prima lettura di questa domenica presenta un “paradosso” il Signore viene con potenza, e l’immagine di questa potente venuta non è di quelle che schiantano e suscitano terrore ma è quella di un pastore che fa pascolare il gregge, porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri.


«Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».
Questo accostamento di immagini fa pensare al motto latino di Claudio Acquaviva, secondo superiore generale della Compagnia di Gesù: fortiter in re, suaviter in modo (energicamente nella sostanza, dolcemente nei modi). L’espressione è in grado di ricomporre il paradosso di un Signore che viene  con potenza, così come si è manifestato nell’Antico Testamento a favore del suo popolo per il quale non h…

«Omnia Christus est nobis! – Cristo è tutto per noi!»

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7 Dicembre 2014: memoria di sant'Ambrogio, Seconda Domenica di Avvento e preludio alla solennità dell'Immacolata. Il rischio in questa serie di concorrenze di feste è di rimanere disorientati. Io per parte mia voglio dedicare un post ad ognuna di queste tre celebrazioni. Il primo, è dedicato per affetto a sant'Ambrogio, e scelgo di far parlare di lui qualcuno più autorevole di me!
Il santo Vescovo Ambrogio – del quale vi parlerò quest’oggi – morì a Milano nella notte fra il 3 e il 4 aprile del 397. Era l’alba del Sabato santo. Il giorno prima, verso le cinque del pomeriggio, si era messo a pregare, disteso sul letto, con le braccia aperte in forma di croce. Partecipava così, nel solenne Triduo pasquale, alla morte e alla risurrezione del Signore. «Noi vedevamo muoversi le sue labbra», attesta Paolino, il diacono fedele che su invito di Agostino ne scrisse la Vita, «ma non udivamo la sua voce». A un tratto, la situazione parve precipitare. Onorato, Vescovo di Vercell…

Liturgia locus theologiae

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Riportiamo le parole del card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che ha introdotto lunedì 1° dicembre la sessione plenaria della Commissione teologica internazionale, di cui è presidente.
Il porporato ha invitato i teologi a discernere insieme tre temi per la futura riflessione in uno stile «caratterizzato da profondo spirito comunitario, da fraterno rispetto e amicizia, da una vera collegialità di collaborazione, di scambio, di dialogo».  Ecco alcuni stralci del suo discorso pubblicati da L’ Osservatore Romano.
Questa è sempre stata la convinzione dei Padri della Chiesa, che la teologia inizia e, in un certo senso, nasce e si fa nella liturgia, nell’adorazione del mistero Dio e nella contemplazione del Verbo fattosi carne. A cominciare da san Basilio di Cesarea, che nel suo epocale trattato sullo Spirito Santo, vede proprio nella liturgia l’occasione e il luogo propizio dell’autentica riflessione umana sull’incomprensibile the…

Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo!

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La tradizione liturgica Bizantina, dopo la festa dell'apostolo Filippo il 15 dicembre, inizia il digiuno "di Filippo", ovvero i quaranta giorni che preparano al Natale. Questa tradizione orientale permette di cogliere, in un discorso di liturgia comparata, che in parallelo alla Quaresima, tempo di digiuno e penitenza in preparazione alla grande solennità pasquale, la Chiesa ha stabilito, in varie forme e gradualità nella storia liturgica, un tempo di preparazione alla festa dell’Incarnazione.
In questa scelta pedagogica della Chiesa si coglie il desiderio di fermarsi ogni hanno a contemplare con rinnovata attenzione e motivazione i due misteri cardine della fede cristiana: l’Incarnazione e la Risurrezione.

In merito alla pregnanza di questi due misteri della nostra fede citiamo uno stralcio degli esercizi spirituali tenuti da don Giussani e pubblicati da Avvenire un anno dopo la sua morte. In quell’occasione egli ebbe a dire:

Il Mistero non è l'ignoto; è l'ignoto i…

La fortuna di avere un Re

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In questa solennità di Cristo Re, mi permetto di citare un grande cardinale italiano, l'arcivescovo emerito di Bologna, card. Giacomo Biffi.


Nella coscienza dei nostri contemporanei il non aver padroni è ritenuto un bene e una conquista. E questo può essere vero, se è riferito ai rapporti tra gli uomini, i quali tutti sono fratelli, e nessuno è autorizzato a diventare signore di uomini. Ma intesa in assoluto l’asserzione è il contrario della verità. Chi non ha un Signore, è schiavo di se stesso, della sua finitezza, della sua insipienza, del suo peccato, della sua incapacità di raggiungere ciò che il suo cuore desidera. Chi non ha un Signore, fatalmente è solo e in balìa di forze estranee e cieche. Oggi la Chiesa ci invita a riscoprire la gioia e la fortuna di avere un Re; di avere cioè qualcuno che ci sa affrancare da noi stessi, dalle tristi eredità del nostro passato, dalle angosce del nostro limite, dalla disperata condizione di chi conosce di essere effimero eppur…