giovedì 31 ottobre 2013

La faccia nascosta di Halloween...alcune idee in merito.


La faccia nascosta di Halloween.
Come la festa della zucca ha sostituito Tutti i Santi
di Damien Le Guay
ElleDiCi 2004
pp. 128
€ 8,00
 

Il libro è sostanzialmente un pamphlet "giornalistico" e divulgativo. L'attenzione dell'autore è riservata al fenomeno "zucche vuote" nella laicissima Francia, che vieta i simboli religiosi ma non si preoccupa di gestire gli aspetti "religiosi" di halloween.
 

Le Guay presenta una buona analisi storica della "festa" celtica e degli aspetti che la allontanano inquivocabilmente dal cristianesimo. Possono sembrare esagerati i riferimenti ed i collegamenti tra halloween ed il satanismo, ma nel modo in cui li spiega l'autore si capisce in che proporzione i due fenomeni si intersecano e si alimentano a vicenda. 

Gli aspetti sociali, antropologici e di marketing che sono evidenziati nel corso del testo, anche se a volte sembrano affrontati con eccessiva attenzione o acribia, di fatto permetteno di riconoscere le problematiche ideologiche, di pensiero dominante e conformismo legate ad halloween e questo si nota soprattutto quando l'autore affronta il tema dei due livelli di comprensione della festa.

Questo libro è utile per scandagliare un fenomeno della nostra società e uno strumento per tutti i formatori, insegnanti, catechisti ed operatori pastorali che si trovano a contatto con le generazioni maggiormente interessate dal business halloween.

Non mancano gli accenti polemici verso altri giornalisti o verso singole firme di articoli di giornali francesi che inneggiano all'affaire halloween in Francia in chiave palesemente anti-religiosa ed anti-cattolica. Quindi il testo assume le note dell'apologetica per difendere razionalmente i valori cristiani originari della nostra società manifestati anche nella solennità liturgica di Tutti i Santi. In questo ambito il testo poteva essere migliorato in alcune parti e completato da aspetti inerenti l'esperienza religiosa cattolica della festa di Tutti i Santi. Di fatto, a mio avviso credo che manchi una critica sana ed oggettiva sul perché della "vittoria" di halloween.

Se questa festa celtica ha vinto anche in Italia c'è forse da chiedersi quanta incisività ha mostrato la Chiesa post-conciliare di fronte a fenomeni come questo. 

Inoltre se halloween si è affermato non si può non tenere in considerazione che non si è più trovato nelle chiese un vero giorno festivo: non è una novità che dalla fine del Concilio ad oggi, in questi cinquant'anni, gli aspetti festivi delle celebrazioni cristiane siano stati demandati quasi esclusivamente ai giorni scritti in rosso sul calendario, che offre ancora "ponti" e giorni di ferie in più. 


A nostro avviso è mancato da parte dei vescovi e dei sacerdoti una puntuale valorizzazione del tempo liturgico della Chiesa cattolica.

Negli ultimi anni non è però mancata una risposta al diffondersi di halloween e così in alcune diocesi, in particolare in quella di Roma in cui è in corso la Notte dei Santiparrocchie ed altre realtà è diventata consuetudine l'adorazione notturna tra il 31 ottobre ed il 1° novembre, l'organizzazzione di feste serali d'oratorio per impegnare i giovani cristiani nei loro ambienti e particolari caratterizzazioni del 1° novembre come festa della comunità parrocchiale. 



Questi tentativi seppure lodevoli e coraggiosi, ricordano che le comunità cattoliche si sono trovate con il fiato corto, immerse in un mondo, anche ecclesiale, che non valorizza la vita liturgica come prima fonte di educazione alla fede. 

Non si trova quindi nel testo di Damien Le Guay un doveroso senso critico verso tutto ciò che noi cristiani non siamo stati in grado di fare per difendere i valori della festa di Tutti i Santi di fronte all'avanzare economico e gagliardo di una realtà infima come quella delle zucche vuote. 

Al di là di qualsiasi demonizzazione di Halloween, credo che si debba tenere presente che i valori del cristianesimo, di natura comunque più elevata, sono stati mistificati ed abbassati al livello delle zucche vuote che risultano più divertenti ed affascinanti delle messe lette, comunque e sempre in ogni occasione, sciatte, senza cura per i gesti e le parole della liturgia e per le tradizioni proprie delle chiese, con l'aggravante sottovalutato di predicazioni stentate e mal fatte, che più che incuriosire, formare e spronare a seguire gli eroici modelli della fede che la solennità propone quali autentici testimoni di Cristo, risultano solitamente noiose, preconfezionate, indigeste e quindi allegramente sostituite con i cadaveri, gli zombie, le streghe e quant'altro. 


Alla fine considerando il volume La faccia nascosta di Halloween bisogna tener presente che si è di fronte ad un lavoro valido, ma verso il quale bisogna esercitare un senso critico per allargare le proprie vedute e nozioni secondo il concetto di approfondimento delle questioni senza fossilizzarsi o focalizzare troppo singoli dettagli della trattazione.  

Da buoni cristiani credo che sia necessario anche su queste realtà esercitare un sano discernimento in cui la ragione e la fede si incontrano. Halloween con le sue apparenze banali, squallide e vuote come le zucche che lo rappresentano è, come dice l'autore, una festa "vuota" perché non ha un evento da ricordare; a Pasqua i cristiani celebrano la Risurrezione di Cristo, della Vita che distrugge la morte per sempre; a Natale ricordiamo la nascita di Cristo, il 25 aprile ricordiamo la "Liberazione" e ad Halloween? Non ricordiamo nessun evento, nessun momento che sia stato in grado di cambiare il corso della storia e che sia degno di memoria. 

Allora l'esercizio della mente critica, di un giudizio motivato, non può essere l'occasione per moderni oscurantismi, per moralismi stretti in categorie religiose e mentali alienanti, per redivive cacce alle streghe e resuscitati proclami di decostruzioni societarie e religiose. Da cristiani si affronta la realtà nella sua concretezza e, credo, si debba prendere spunto da essa per poter centrare nuovamente lo guardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento (Eb 12, 2). 

Al di là della pubblicazione penso sia dunque necessario puntare sulla celebrazione della nostra Speranza, senza abituarci a vivere tra ragnatele e ombre, senza abituarci all'orrido ed al deforme. rimane l'impegno a non ingannare noi stessi addolcendo il dramma della morte ricoprendolo di maschere da carnevale d'autunno, senza aumentare il mercato della crisi di pensiero e di senso - più gravi delle crisi dei mercati - che non passano solo per Halloween ma per tante altre realtà, meno contestate ma non meno evidenti e dissacranti. 

Se non si sa perché vivere e perché morire non si troverà neanche la strada giusta per una vita buona capace di evitare il male operando in modo giusto e riconoscendo gli errori, sotto qualsiasi forma ed in qualsivoglia contesto.

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