domenica 20 ottobre 2013

Introduzione alla Teologia cattolica

La teologia cattolica
di Jean-Pierre Torrell
Jaca Book
pp. 128
€ 12.39


All'inizio del mio percorso accademico presso la Pontificia Università Lateranense, nella Facoltà di Teologia nel 2003, mi sono imbattutto in una serie di problemi che riconduco a due principali problematiche. 

1. Nonostante abbia avuto ottimi insegnanti e aver compiuto degli studi teologici che hanno riempito le mie giornate di nuovi mondi da scoprire e che mi hanno introdotto alla bellezza del pensiero che arriva alle altezze della speculazione su Dio, mi sono reso conto che nella mia facoltà, romana e pontificia, sussisteva un continuo frammentarsi del sapere teologico in categorie e sottocategorie che a volte assumevano le caratteristiche di saperi indipendenti e gerarchizzati: in vetta si trovava la teologia fondamentale, quella dogmatica, trinitaria, biblico-esegetica, patristica, morale, sacramentale, spirituale ed infine pastorale e liturgica. 

Tra le pagine di Jean-Pierre Torrell si percepisce il disagio per questo moltiplicarsi degli ambiti di ricerca per cui i teologi non sanno la Teologia, ma la sola parte di sapere teologico che li riguarda ed in cui si sono specializzati; considera questo un vizio moderno che inficia il sapere teologico. Moderno perché la teologia di riferimento dell'autore, quella scolastica, intendeva la sacra pagina come uno studio unitario in cui le varie sfaccettature erano solo il modo per illuminare meglio la grande scienza su Dio. 

2. Nella mia università c'era anche la propensione a mettere san Tommaso e tutta la sua chiarissima e limpida architettura gotica di pensiero su Dio nel dimenticatoio. In molti tra i teologi professori hanno spinto ed ingannato noi alunni trasmettendo l'idea di un sapere teologico più moderno che conosce sì san Tommaso ed il suo pensiero ma che lo relativizza di fronte ai moderni teologi del dopo Concilio Vaticano II.  E qui io ho trovato le maggiori difficoltà. 

La mia mente non era adatta a capire Rahner, Bultmann e Cullmann e tanti altri, ma era predisposta per Ambrogio, Agostino, Leone Magno, Gregorio Magno, Crisostomo, Atanasio e gli altri Padri. 

In particolare ho visto negli anni che le Quaestiones de Veritate e le Summae del dottore Angelico mi davano sicurezza e rigore scientifico e razionale. E mi innamorai di san Tommaso e del suo argomentare chiaro e veloce come un dardo che attraversa l'aria fino a raggiungere il centro, il bersaglio. 

Leggendo La teologia cattolica ho avuto nostalgia, come sempre, degli anni impegnati nello studium teologico, nostalgia e delusione perché nessuno mi suggerì un libro come questo capace di condensare per accenni le tendenze e le caratteristiche della teologia che dai primi secoli si è sviluppata fino al Concilio Vaticano II. Nessuno mi aveva suggerito di leggere questa introduzione capace di condurre per mano nelle grandi sale del pensiero teologico con l'intento di farmi capire di essere in un grande edificio, solido e ampio, ma unico. 
 

Un disappunto che viene dalla lettura del testo di Torrell riguarda la Liturgia; essa non è intesa e nemmemo inquadrata nel sapere teologico ma approcciata come scienza ausiliaria alla stregua delle immagini sacre e dell'archeologia cristiana. Dissento perché ritengo che la fede celebrata e vissuta sia una delle forme del sapere teologico e la scorsa approfondita dei testi della tradizione liturgica occidentale ed orientale permette di capire che sull'altare, nell'assemblea radunata, nella celebrazione della Chiesa, si trasmette tutto il sapere teologico perché la fede si concretizza e si incarna in dinamiche performative non trascurabili. 

Di fatto questo libro, anche se da intendere come un'introduzione al sapere teologico, è una guida che si ascolta con piacere ed anche il mezzo utile per riodinare e riorientare le proprie conoscenze teologiche grazie alla sapienza ed alla dottrina di un maestro come Torrell.


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