domenica 27 ottobre 2013

Tutti i santi...e non solo


La solennità di Tutti i Santi è una festa della Chiesa cattolica che ricorda ai cristiani la possibilità per tutti di essere “santi” ovvero che il cristianesimo è una realtà che se vissuta in verità e coerenza rende il semplice cristiano un modello per tutti. Una festa di una Chiesa che non celebra se stessa ma la grazie che proprio perché alla sequela di Cristo ci identifica come cristiani (cioè a lui conformi in tutto); festa di una santità basata sulle parole di san Paolo:  

«Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita». (2Cor 2, 14-16)

Parole che pongono ancora davanti agli occhi del credente quel motto scomodo e che poco piace ai laici e spesso anche al clero che ormai ha con buona pace sostituito il profumo di Cristo (di una fede e di una vita che hanno in lui il principio e il compimento) con l'olezzo "delle pecore" (di una "fede" che vede il suo orizzonte nel solo impegno sociale e favore dell'uomo e in cui, come stiamo osservando, Dio e la fede diventano un lontano ricordo anche da rimuore o nascondere).

  • La Chiesa cattolica crede nei santi, che sono testimoni della fede in Cristo e non altri dèi. Sono oggetto di culto di venerazione e non di adorazione come si addice al solo Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda:

    «Dopo aver confessato "la santa Chiesa cattolica", il Simbolo degli Apostoli aggiunge "la comunione dei santi". Questo articolo è, per certi aspetti, una esplicitazione del precedente: "Che cosa è la Chiesa se non l'assemblea di tutti i santi?". La comunione dei santi è precisamente la Chiesa […] "Non veneriamo la memoria dei santi solo a titolo d'esempio, ma più ancora perché l'unione di tutta la Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della fraterna carità. Poiché come la cristiana comunione tra coloro che sono in cammino ci porta più vicino a Cristo, così la comunione con i santi ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla fonte e dal capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso popolo di Dio " - "Noi adoriamo Cristo quale Figlio di Dio, mentre ai martiri siamo giustamente devoti in quanto discepoli e imitatori del Signore e per la loro suprema fedeltà verso il loro Re e Maestro; e sia dato anche a noi di farci loro compagni e condiscepoli"» (CCC 946).

  • Nella Chiesa d’oriente questa festa si celebra la domenica dopo la Pentecoste. Il dono dello Spirito vivicante, buono e amico degli uomini porta come sfrutto quello di renderci partecipi della Chiesa celeste, ovvero di coloro che animati dallo Spirito hanno seguito il Cristo seriamente e con verità. La festa nasce e si sviluppa ad Antiochia in Siria nel III-IV secolo d. C.
  • Nella Chiesa cattolica  la festa di Tutti i Santi è tradizionalmente legata alla dedicazione della basilica colleggiata di santa Maria ad Martyres, il più noto Pantheon, il magnifico edificio di Roma  concesso dall'imperatore Foca alla Chiesa cattolica su richiesta di papa Bonifacio IV (608). Questo legame tra la dedica della Basilica di santa Maria ad martyres e la festa di tutti i santi merita e aspetta ancora oggi, dopo decenni di scientia liturgica di essere studiato in maniera seria e sceintifica. 
  • La magnifica e sontuosa struttura imperiale venne consacrata, su permesso dell’imperatore, da papa Bonifacio IV a Maria Vergine e a tutti i santi Martiri, il 13 maggio del 609 (608). Da quel momento, in un contesto liturgico in cui il calendario ancora riporta nella memoria dei santi solo i fedeli insigniti del titolo di martiri, la dedicazione del Pantheon è legata alla sostituzione/celebrazione di tutti i santi (all'epoca solo martiri) ad ogni divinità pagana. Inoltre per comprendere meglio la natura e la storia della festa di tutti i santi bisognerebbe approfondire, cosa che ad oggi non mi consta che sia stato fatto, la storia della festa di Pentecoste a Roma. Non si può negare un legame stetto tra la festa orientale dei santi, la domenica dopo Pentecoste, e la sovrapposizione/sostituzione della dedica al 13 maggio di un nuovo centro sontuosissimo di culto alla Madre di Dio e a tutti i santi martiri e la festa di Pentecoste.
  • Nel flusso politico (problemi con l'esarcato e limpero bizantino) e religioso/dogmatico (eresia applicata a tutto l'oriente) dell'iconoclastia, il Liber Pontificalis testimonia per l'VIII secolo il diffondersi delle icone nel culto di Roma e nell'occidente latino. Tra le notizie legate al problema dell'iconoclastia si pone la dedica nel 731 di un'oratorio nella basilica di san Pietro in onore di tutti i santi ad opera di san Gregorio III proprio in opposizione agli iconoclasti. Così l'edificazione di questo oratorio nella basilica vaticana per volere e su mandato di un papa ci pone dinnanzi alla considerazione che tale scelta venne presa proprio in opposizione alla scelta iconoclasta dell'Oriente e come risposta dell'occidente a un'Oriente ormai eretico. L'altare di fondazione papale aveva immagini e reliquie che con il tempo cominciarono ad essere esposte (737).
    Facendo seguito alla promulgazione di Gregorio IV dell'834 della festa di tutti i santi al 1° di novembre, nell’835 l’imperatore Ludovico il Pio con un decreto valido per tutti i regni del suo impero stabilì il trasferimento della festa di tutti i Santi. Con questo provvedimento imperiale la festa da Roma
    si diffuse in tutto il mondo cristiano occidentale.
  • Il motivo della nuova data è forse di ordine pratico. I pellegrinaggi a Roma avvenivano soprattutto in tempi primaverili o estivi. L’ammassarsi a Roma dei pellegrini per le feste pasquali e la loro permanenza fino alla festa del 13 maggio era un problema per i vettovagliamenti assicurati dalla Chiesa. Spostare la festa al 1° novembre è stato il tentativo di avvicinare la festa dei Santi al tempo del raccolto per facilitare l’assistenza ai pellegrini. 
  • Come si è visto brevemente, la presunta dipendenza o influenza di feste pagane sulla festa dei Santi NON HA SENSO A LIVELLO STORICO E RELIGIOSO perché la festa dei Santi nasce e si sviluppa nella Siria del III-IV secolo e prende in occidente una via completamente differente da quelle pagane.



La commemorazione dei fedeli defunti al 2 novembre ebbe origine nel X sec. nel monastero benedettino di Cluny.  La liturgia che la chiesa celebra per i defunti il giorno dopo la festa di Tutti i Santi non ha quindi nulla da spartire con cadaveri e maschere ma è il segno per cui alla luce della Risurrezione di Cristo i fedeli defunti sono ancora nella Chiesa, vivono ecclesialmente e la nostra preghiera ci unisce a loro.

Il culto per i defunti deriva dal mistero pasquale di Cristo che "morendo ha vinto la morte". La cura che la Chiesa manifesta nei confronti dei fedeli defunti, con le esequie e le preghiere di intercessione sono in funzione dell'unico evento salvifico, la resurrezione di Cristo! 


In margine alla "grande bellezza" della festa della santità vorrei esprimere alcune mie riserve sulla così detta "festa" di Halloween. "In margine" semplicemente perché non riconoscendo nessun valore a un qualcosa che evidentemente parla da sé quando il simbolo principale di questa accozzaglia di marketing e di aria fritta è una zucca vuota, come del resto sembrano sempre di più i conformisti a oltranza che di queste hanno fatto il loro vessillo festivo, senza considerare lo spreco di un ortaggio così buono che invece di essere usato per magnificare i nostri piatti in tavola è svuotato e posto a cartina tornasole di un asocietà italiana che non ha più una bussola. 

Cosa significa Halloween? Il nome deriva da All Hallow Eve ovvero “vigilia di tutti i santi” ed indica nei paesi anglosassoni l’ultima sera di ottobre come festa in preparazione alla celebrazione dei Santi.
  1. È una festa per i bambini. 
  2. Secondo la credenza popolare, l’ultima notte di ottobre era il momento in cui, dalla sera e per tutta la notte, le anime dei morti tornavano sulla terra, accompagnandosi a streghe, demoni e fantasmi. Testimonianza di quest’ultimo aspetto della ricorrenza si riscontra ancora nei travestimenti di cui si servono i bambini per girare di casa in casa chiedendo dolci e monetine.

Significato della festa

Durante la notte tra il 31 Ottobre ed il 1° Novembre i Celti svolgevano le loro cerimonie più importanti, poiché credevano che in questa notte i morti dell'anno precedente sarebbero tornati sulla terra in cerca di corpi da possedere. Questa era la notte di Samhain (il capodanno celtico). In questa occasione i contadini spegnevano il focolare per allontanare gli spiriti dei morti alla ricerca di un corpo e i Druidi facevano cerimonie offrendo sacrifici per spaventare questi spiriti.
  • Durante queste cerimonie veniva acceso un fuoco che sarebbe stato portato la mattina seguente presso le famiglie affinché tutti potessero accendere il "fuoco nuovo" in cambio di qualche offerta da offrire al loro dio. 
  • Chi si rifiutava di fare l'offerta veniva maledetto con l'espressione "offerta o maledizione" (da cui l'espressione "dolcetto o scherzetto?"). Il fuoco nuovo veniva trasportato e fatto ardere all'interno di lanterne costituite da zucche.

Halloween

Per i cristiani Halloween non ha NESSUN SIGNIFICATO e non è conciliabile in nessun modo con la fede professata nell’unico Dio. Dietro la festa di Halloween ci sono idee pagane che non sono conciliabili con il Cristianesimo. La festa di Halloween non è una tradizione del popolo italiano. A causa dei mass media e dei piani commerciali in vigore nella nostra società la “festa” riservata ai bambini, è diventata un’occasione in più per spendere secondo le regole del conformismo. Ai costumi per bambini si sono però affiancati costumi per adolescenti e adulti che si rivestono come cadaveri, zombie, streghe, vampiri ed altro ancora. Dalla festicciola per bambini ai festini per adulti ad oggi Halloween ha assunto caratteristiche tutt'altro che innoque anche se ignorate o sottovalutate da antropologi e psicologi ed educatori.

La festa per i bambini è stata trasformata in:
  • Un “affare redditizio” per tutti i commercianti 
  • Il segno di una società che non ha più una sua identità e che non sa difendere le proprie tradizioni 
  • Si tratta di una festa che è stata facilmente strumentalizzata non solo dal marketing ma anche dal pensiero dominante, dalle ideologie e da tutta una serie di realtà esoteriche e occultiste e che tramite istituzioni scolastiche e sempre di più anche parrocchie ha avuto una diffusione massiccia, a mio giudizio incomprensibile visto qual è di solito l'atteggiamento italiano di fronte alla morte (caratterizzata da scongiuri, scaramanzia e superstizione). Se solo si pensa a cosa i nostri nonni pensavano della morte, dei cadaveri e di tutto ciò che li riguarda, si percepisce che oggi se ci siamo liberati per un giorno dalla scaramanzia della morte; si vedono mamme premurose e felici di vestire i propri figli da morti viventi, da streghe e da sceletri mortiferi, ma in realtà nella mente e nella prassi degli italiani permane un certo scompenso evidente e una determinata dicotomia tra ciò che realmente si vive dell'evento morte e cosa si pensa dell'oltretomba e ciò che si fa ad Halloween.
  • Che senso ha oggi questa festa per noi italiani? Che messaggio trasmette? È il triste sintomo di un popolo che non sa riconoscere le insidie nascoste dietro una festa. Halloween non è una festa qualsiasi e le analisi degli specialisti in merito dimostrano quanto i propugnatori del satanismo, dell'occultismo e dell'esoterismo siano soddisfatti, perché fin da piccoli i bambini vengono introdotti su valori e personaggi che non hanno niente a che spartire con il cattolicesimo o con la "cultura italiana".
  • Inoltre se il cattolicesimo è un valore, per il credente halloween è un anti-valore
  • Se il momento della morte fa paura e impressione, la schizofrenia moderna si manifesta palesemente visto che ricopre bambini e adulti dei segni mortuari e della dissoluzione.

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