mercoledì 19 giugno 2013

Maturità 2013

Oggi inizia l'Esame di Stato. Ancora vengono i brividi se penso al mio, classe 1999, Liceo Scientifico Democrito. 



Non so quanto valore assegnare all'Esame di oggi, anche perché oltre l'esperienza personale non ho molto da dire, dato che noi IdR non siamo all'altezza per entrare a far parte delle commissioni. 

Da quello che ho visto, dai ragazzi che ho preparato, aiutato e indirizzato per le tesine dell'esame orale, mi rendo sempre più conto del valore intrinseco di questa tappa obbligata. Con la Maturità finisce inesorabilmente un tempo. E ne inizia un altro. Non credo che le tre prove scritte e quella orale possano sancire la maturità psichica e morale degli allievi ma sono sicuro che immette nella maturità. Credo fermamente che l'Esame non sancisca la fine di un percorso scolastico, eccellente, a volte, o penoso e mediocre, nella maggior parte dei casi. Ritengo che l'Esame sia un trampolino verso la maturità, verso il compimento di ragazzi e ragazze che tendono ad un perfectum, ad un compiuto: una formazione che giunge al culmine e che consegna i mezzi basilari per affrontare nuove realtà. 

Con oggi circa 500.000 alunni di classi quinte si devono mettere materialmente dinnanzi ad una prova, a più prove. E le prove, si sa, richiedono allenamento e si superano anche perché si vuole giungere alla meta, alla corona, alla medaglia ed al podio. Per rimanere in metafora il podio è la conquista di uno stile di vita nuovo, quello del vincitore, che ha affrontato l'adolescenza e la scuola ed ora si impegna per raggiungere il mondo, con le sue esigenze, i suoi drammi ma anche con tutte le sue molteplici opportunità. Per alcuni la maturità significherà entrare nel mondo universitario o del lavoro. E questo gradualmente li porterà a vedere e vivere la vita con occhi differenti e a sostenerla con forze nuove. 
Se potessi dire qualcosa ai miei alunni che immagino sui banchi davanti ai loro fogli protocolli timbrati e siglati, direi loro: "Coraggio" e poi aggiungerei che sono giunti, finalmente, ad una svolta. Su quei banchi disposti in corridoio si giocano le scelte. 

Con gli occhi negli occhi di ognuno di loro vorrei affermare che è arrivato il tempo, non più di vivere solamente ma di prendere la vita in mano, seriamente e con responsabilità e di indirizzarla, verso il bene, verso il giusto seguendo sempre la strada scoscesa, stretta, quasi una mulattiera di montagna, che è costellata di pietre miliari chiamate intelligenza, onestà, verità, sacrificio


Un messaggio contro corrente, lo capisco è un mio limite quello di puntare su ciò che il mondo non considera, ma credo che sia l'unica strada sulla quale indirizza la Maturità. E la tristezza, l'amarezza sopraggiungono quando vedo che quella mulattiera non è stata intrapresa perché da lontano fa paura, non interessa o sembra troppo difficile. Vedo giovani che, finito l'esame, non riescono a pensare il proprio futuro, non riescono a porre degli obiettivi. e questo genera in me dolore. Fatiche che potrebbero essere state sprecate, vite che potrebbero incorrere nel rischio di non essere vissute autenticamente. 
Da qui il mio motivo, la mia insistenza nell'indicare la strada, perché l'ho già percorsa e ho visto e seguito quei cartelli che oggi non si vogliono più far vedere; mi sono attenuto alle indicazioni usando l'intelligenza il più possibile per evitare di essere ingannato o sfruttato ed evitare che qualcuno più intelligente e più furbo di me potesse farmi credere, sperare e pensare con le sue idee mettendo da parte le mie.

A chi pensa che con l'onestà ci si rimette sempre, lancio sempre il mio giudizio e affermo di essere di fronte ad un superficiale ed è come se avessi usato il peggior insulto. Essere onesti significa, per un adolescente come per un adulto, guardarsi intorno e riconoscersi limpido; vuol dire essere stato corretto con se stesso e con gli altri (alunni, professori, amici e parenti); significa non essere sceso a compromessi con la verità ed aver usato le parole per la loro realtà comunicativa e non averne usate di false per distorcere la realtà. Essere onesti non è altro che essere fedeli alla propria realtà di vita, senza tentare di fuggire, senza essere e comportarsi da adolescenti per sempre. 

Il sacrificio è una parola che fa paura. A me sembra una realtà liberante. Essersi sacrificato, nel lavoro, nello studio, nei rapporti con gli altri, anche se sulle prime distoglie, perché si vorrebbe fare tutt'altro piuttosto che sacrificarsi, in fondo il sacrificio è segno di libertà ed è appagante come ogni scelta libera di una coscienza retta e formata. 

Il mio pensiero si chiude qui. 

Arrivano gli auguri. Gli auguri sinceri per tutti i ragazzi che ho avuto il dono di incontrare. 

Vi auguro di vivere questo Esame come il tempo decisivo delle vostre giovani vite. Vi auguro che questa Maturità sia il migliore dei trampolini di lancio per la vita che vi attende!



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