domenica 5 maggio 2013

ХРИСТОС ВОСКРЕСЕ! Hristos a inviat! Χριστός ἀνέστη! Cristo è risorto!


Oggi tutte le Chiese d'Oriente celebrano la gloriosa risurrezione del Cristo ed il compimento della sua opera redentrice. Di fronte all'esplosione di luce, di gioia e di solennità di riti che da Gerusalemme ad Atene, da Antiochia a Mosca animano queste ore in cui sfolgora il mattino di Pasqua, per noi cattolici si ripropone la consolazione e la pace che abbiamo sperimentato nella nostra Pasqua annotina. Per motivi storici è ancora Pasqua! Sembra utile ricordare che cosa renda possibile che il cristianesimo, dopo secoli, sia ancora diviso sulla data della Pasqua e questo vuol dire ricordare alcuni dati circa il calendario giuliano. 

Cirillo, Patriarca di tutte le Russie nella celebrazione odierna della Pasqua 2013

Sembra utile ricordare che cosa renda possibile che il cristianesimo, dopo secoli, sia ancora diviso sulla data della Pasqua e questo vuol dire ricordare alcuni dati circa il calendario giuliano.

L'alternarsi dei tempi e delle stagioni ha portato l'uomo ad organizzare il tempo materiale. La sua divisione ed organizzazione è stata originariamente il frutto dell'osservazione della successione delle stagioni e ad esse, l'homo religiosus ha assegnato un valore sacro, di tempo o giorni dell'anno consacrati alla Divinità.
Suscita sempre un certo interesse vedere l'intima connessione e coesione che esiste all'interno del calendario ebraico in cui le feste agricole sono divenute le principali solennità, una tra tutte la Pasqua.

Dai romani il mondo cristiano ha ereditato il Calendario Giuliano di natura solare ovvero basato sul ciclo delle stagioni. Fu elaborato dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui prende il nome), nella sua qualità di pontefice massimo, nell'anno 46 a.C. 
 Esso fu da allora il calendario ufficiale di Roma e dei suoi dominii; successivamente il suo uso si estese a tutti i Paesi d'Europa e d'America, man mano che venivano cristianizzati. 

Nel 1582 è stato sostituito dal calendario gregoriano per decreto di papa Gregorio XIII; diverse nazioni tuttavia hanno continuato ad utilizzare il calendario giuliano, adeguandosi poi in tempi diversi tra il XVIII e il XX secolo. La Chiesa ortodossa tuttora usa il calendario giuliano come proprio calendario liturgico. Il calendario giuliano è anche alla base del calendario berbero tradizionale del Nordafrica.

La riforma giuliana, in sostanza, riprendeva il calendario egizio riformato dal decreto di Canopo e fissava l'inizio dell'anno il 1º gennaio.

Il modo di contare i giorni continuò secondo la tradizione romana, cioè contando i giorni che mancavano ad alcune festività fisse (Calende, None e Idi), fino a che i Visigoti introdussero l'abitudine di assegnare un numero progressivo ai giorni, metodo divenuto ufficiale solo con Carlo Magno.

Bisogna ricordare che il calendario delle Chiese Ortodosse non è propriamente quello giuliano ma quello bizantino. Il calendario bizantino ricalcava il calendario giuliano in uso nell'Impero romano, differenziandosi solo per la data d'inizio dell'anno e la numerazione degli anni. L'anno iniziava il 1º settembre (da notare che tuttora in Sardegna il mese di settembre è chiamato Cabudanni, un chiaro caso di eredità culturale della dominazione bizantina nell'isola) e finiva il 31 agosto. La numerazione degli anni iniziava da quella che secondo i bizantini era la data della creazione.

Dopo l'introduzione del calendario gregoriano, tra quest'ultimo e il calendario bizantino vi è uno sfasamento di date che attualmente è di tredici giorni, come tra i calendari gregoriano e giuliano. Quindi il capodanno bizantino (1º settembre) cade il 14 settembre del calendario gregoriano.

Nel 321 l'Imperatore Costantino introdusse la settimana di sette giorni: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica. Inoltre decretò che fosse la domenica (dies domini) giorno di riposo dedicato al Signore.

In numerosi paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività secondo le date del calendario giuliano, per questo motivo il Natale del calendario cristiano cattolico, 25 dicembre, corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano ed è per questo che oggi, in tutto l'Oriente è ancora Pasqua!

È quindi una gioia unire le nostre voci al canto che da ogni angolo del mondo cristiano riempie le Chiese di Dio:

Χριστὸς ἀνέστη ἐκ νεκρῶν,
θανάτῳ θάνατον πατήσας,
καὶ τοῖς ἐν τοῖς μνήμασι,
ζωὴν χαρισάμενος



Surrexit Dominus vere et apparuit Simoni!!! 

Haec dies quam fecit Dominus, exultemus et laetemur in ea!!!

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