mercoledì 10 aprile 2013

Guardini e la freschezza della teologia


Benedetto XVI durante un incontro con la comunità Luterana
Uno dei sentimenti di riconoscenza per Benedetto XVI e per il suo magistero sono dovuti alla sua stima per Guardini. Spesso il Papa ha avuto occasione di citarlo, anche in uno dei suoi ultimi brevi discorsi ufficiali. Il mio approccio a Guardini è iniziato proprio grazie a Ratzinger quando egli, da cardinale, aveva improntato un nuovo libro intitolato Introduzione allo spirito della Liturgia, Edizioni San Paolo 2001. Mi ricordo di aver letto con avidità uno dei miei primi libri dedicati esclusivamente alla liturgia. Ma più andavo avanti nella lettura di quelle pagine del cardinale tedesco più sentivo la necessità di andare alla fonte, citata ed elogiata, che era il saggio di teologia liturgica del teologo italo-tedesco Romano Guardini Lo spirito della liturgia e I santi segni. Fu una corsa. Finire Ratzinger e cominciare Guardini. Cominciai quindi a conoscere e a gustare le opere di Guardini. 

Prima edizione del testo di Ratzinger
Fino ad allora di teologi avevo sempre sentito parlare ma ancora non avevo avuto l'ardire di affrontare le loro opere per evitare la certezza di non capire il loro linguaggio. Con Guardini invece è stato diverso. Il suo linguaggio mi ha attirato. Semplice, immediato e con un argomentare che va delle constatazioni più semplici fino all'altezza dei misteri di Dio spiegati con puntualità e chiarezza.
Da questa esperienza in poi, con una certa sequenzialità, ogni anno mi abbandono alla lettura delle opere del teologo. Sono una continua boccata d'aria fresca, pagine e pagine di intuizioni, di spiegazioni e di pathos teologico che aprono la mente ed il cuore e concedono al lettore la possibilità concreta di ampliare gli orizzonti della fede.

Romano Guardini
In questa prima parte del 2013 il volume che ho scelto è Virtù. Temi e prospettive della vita morale edito come tutte le opere dell'Autore dalla Morcelliana di Brescia. L'orginale stampato in tedesco è del 1987 ed è una raccolta di meditazioni sull'agire morale dell'uomo. La sorpresa di questo testo è che non vi ho trovato una sistematica esposizione delle classiche virtù studiate sui banchi della facoltà di teologia. Mi sono imbattuto in una serie di approfondimenti di virtù “quotidiane”. Di alcune, dopo aver letto il titolo, non avevo mai compiuto l'associazione con il termine classico di virtù, eppure l'autore ha avuto pienamente ragione, ha vinto la mia resistenza iniziale, seppur minima, e mi ha condotto alla scoperta di nuovi orizzonti della vita morale, fatta di sentimenti e di impegno quotidiano, semplice, ordinario. Diciotto capitoli affrontano così delle virtù umane o di cui l'uomo manifesta sempre più il bisogno. Si procede dall'osservazione del mondo concreto, temporale e quasi si non si parla subito della sfera religiosa. Infatti ogni meditazione è un procedere dalla scoperta della bontà delle azioni della vita dell'uomo per poi giungere a riconoscere e valutare le stesse azioni dal punto di vista di Dio, per così dire, e di come l'uomo si pone di fronte a Lui con la scelta libera dei suoi atti. 
Tra tutti i capitoli la mia attenzione è stata maggiormente sollecitata da quello dedicato alla virtù del rispetto, parola nota e variamente impiegata ma senza approfondimenti sulla sua vera essenza e sulle sue distinzioni. Allo stesso modo gli ultimi capitoli propongono delle riflessioni orginali sul valore virtuoso del disinteresse, del raccoglimento e del silenzio.

Un'edizione del testo di Guardini
Nuovamente dopo la lettura del Nostro ho percepito la grandezza del teologo e la fine intelligenza dell'uomo di fede. Materialmente questa lettura ha creato un frattura tra un prima e un dopo, tra il tempo in cui si sottovalutano le nostre qualità ed il dopo della riflessione su quanto il libero arbitrio che si applica nelle situazioni di tutti i giorni possa realmente essere orientato verso il bene, il vero ed il giusto nelle grandi situazioni della vita quanto nei semplici rapporti interpersonali senza escludere la presenza di Dio che ispira, guida e accompagna il credente che agisce.




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