lunedì 29 aprile 2013

Diaconato al femminile?


"In Occidente malgrado l'importanza rivestita fin dall'inizio dal ministero delle vedove e delle vergini non appare un diaconato al femminile1. In oriente al contrario, esistono testimonianze che sembrano attestarlo anche se con qualche limitazione e ambiguità2. La Didascalia syriaca (III sec. ca) ad es. segnala che solo le donne possono esercitare il servizio diaconale visitando le famiglie e aiutando le donne nel battesimo3. Le Costituzioni apostoliche (IV sec.) parlano implicitamente di un'ordinazione diaconale femminile riservata alle vedove e alle vergini per adempiere gli stessi servizi4. Ma a partire dal secolo VI non si hanno testimonianze della persistenza di tale ministero"5

La citazione è tratta da: D. Borobio, «Diaconato», in Liturgia, ed. D. Sartore – A.M. Triacca – C. Cibien, Edizioni san Paolo, Cinisello Balsamo 2001, 551-562 (in particolare 552-553).

Da questo breve frammento tratto dal dizionario di Liturgia si ha già chiara la risposta alla nostra domanda iniziale. Per quanto riguarda la Chiesa d'Occidente (latina romana e latina non romana) un testo autorevole e venerando come la Traditio Apostolica esclude qualsiasi imposizione delle mani (ordinazione) per le donne assimilabile ai servizi del diaconato. 


Per completezza di esposizione, citiamo il testo della Traditio secondo l'edizione ricostruita dal padre Bernard Botte O.S.B.:

Instituatur vidua per verbum tantum et se iungat cum reliquo. Non autem imponentur manus super eam, quia non offert oblationem neque habet liturgiam. Ordinatio autem fit cum clero propter liturgiam. Vidua autem instituitur propter orationem: haec autem est omnium6.

La vedova venga istituita con la sola parola e poi venga aggregata alle altre. Non si imporrano le mani [sopra di lei] perché non fa l'offerta e non presta alcun servizio liturgico. L'ordinazione è riservata al clero per il servizio liturgico, mentre la vedova è istituita perché preghi, che poi è dovere di tutti7.
A differenza dei documenti occidentali, l'esperienza orientale costituisce un precedente, del tutto in contraddizione con la tradizione latina occidentale, ma secondo un'esperienza che termina nel VI secolo d. C., e questo, a nostro avviso, è un dato decisivo per la discussione. Per quanto riguarda la tradizione liturgica delle Chiese orientali, si restringe il campo e si fa riferimento ai soli testi liturgici per l'ordinazione delle diaconesse contenute nel più antico eucologio greco conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana8.


1 Traditio apostolica 10.12; si proibisce espressamente l'imposizione delle mani (keirotonia) alle donne. Cfr. R. Grysson, Le ministère des femmes dans l'Église ancienne, Gemblous 1972; M. B. Strtzky, Der Dienst der Frau in der alten Kirche, in Liturgisches Jahrbuch 28 (1978) 136-154; A.G. Martimort, Les diaconesses. Essai historique, Roma 1982; M. Alcalà, La mujer y los ministerios en la Iglesia, Salamanca 1982;
2 Le interpretazioni sono varie, M. Alcalà, o.c., 167-190.
5 Cfr. C. Vagaggini, L'ordinazione delle diaconesse nella tradizione greca e bizantina, in Orientalia Christiana Periodica 40 (1974) 146-189.
6 Hippolyte de Rome, Tradition apostolique. Apres les ancienne versions, ed. B. Botte (Sorces chrétiennes 11bis), Cerf, Paris 1984, 66.
7 Pseudo-Ippolito, Tradizione Apostolica, ed. E. Peretto (Collana di testi patristici 133), Città Nuova, Roma 1996, 116.
8 L'eucologio Barberini gr. 336, ed. S. Parenti-E. Velkovska (Bibliotheca “Ephemerides Liturgicae” Subsidia 80), CLV-Edizioni Liturgiche, Roma 2000, 163-164

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