domenica 3 marzo 2013

La letteratura arricchisce infinitamente


Leggere molto, appassionarsi alle pagine dei nostri autori preferiti o casuali, provoca nel nostro intelletto un desiderio, a volte irrefrenabile di comporre, di scrivere. Per noi italiani la composizione scritta è sempre stata legata ai compiti delle scuole o ai lavori scritti da presentare all'università. Dalle descrizioni per la maestra alla consegna della tesi, abbiamo dovuto fare inesorabilmente i conti con le “paginate” che gli insegnanti ci assegnavano per migliorare il nostro stile. Il lettore, preso da un tardivo interesse per la scrittura, può trovare utile ed affascinante per la sua impostazione didattica e lineare il manuale di Maria Teresa Serafini, Come si legge (e scrive) un racconto. In questo volume si trova una citazione che colpisce con immediatezza:

“Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri […] la letteratura apre all'infinito questa possibilità di interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò, infinitamente. Ci procura sensazioni insostituibili, tali per cui il mondo reale diventa più ricco di significato e più bello”.


  La curiosità suscitata dall'osservazione che abbiamo riportato conduce ad un piccolo libro di Tzvetan Todorov intitolato La letteratura in pericolo.1 Nell'introduzione al suo saggio l'autore racconta la sua esperienza letteraria dall'infanzia fino ai suoi ultimi impegni e suggella la sua premessa con questo pensiero.
  Nel libretto l'Autore ripercorre brevemente le sue passioni letterarie, l'amore per lo studio del linguaggio e del suo sviluppo ed affronta anche i nodi critici del panorama scolastico francese. Egli accennando alle varie correnti universitarie o critiche che hanno ispirato le programmazioni delle scuole rileva con amarezza quanto la letteratura fatta in classe sia ancora uno studio del testo che non lascia parlare il testo. Dietro i necessari studi sui generi letterari, le figure retoriche, l'approccio storico critico e strutturale alle varie opere trattate nella carriera scolastica di uno studente medio francese, ma diremmo anche italiano, si fa strada la critica ad un sistema che permette di conoscere in parte gli aspetti tecnici del testo letterario, introducendo il discente in un graduale processo di vivisezione della pagina estraniandolo dalla portata di ciò che gli autori hanno comunicato con i loro scritti. Siamo al paradosso di un Caravaggio, o di un Michelangelo, studiato nei dettagli tecnici dell'esecuzione cui manca però l'esperienza dell'indugiare sull'immagine dipinta o scolpita fino al punto di lasciar fare l'opera d'arte, permettondole di creare una feritoia nel più intimo di noi stessi. Il riferimento all'arte, alla bellezza ed alla verità del bello fino a sé stesso è un'altro oggetto dell'analisi di Todorov. Egli si era già cimentato su questi argomenti e qui li riprende creando un necessario collegamento che istituisce un legame forte tra l'arte e la letteratura indicandola come fonte di bellezza e di comunicazione del bello e del vero.
  Ai nostri occhi questo saggio, letto in sinfonia con altri testi che danno la temperatura dell'attuale situazione di pericolo del mondo letterario, permette di far scorgere diverse problematiche legate all'insegnamento nella nostre scuole italiane, di ogni grado, in cui, come ricordava anche Steiner, lo studio critico degli autori e delle loro composizioni è uno studio che parte e termina nella critica, uno studio in cui i testi perdono la loro voce.
  Todorov in questo suo libro fa un'analisi coerente precisa di uno stato letterario che ancora oggi non funziona e di cui si vedono sempre più i limiti ed i risultati.
  In un contesto attuale come il nostro, in cui la cinematografia aiuta/condanna l'approccio al testo narrativo2, ci sembra utile riproporre La letteratura in pericolo come strumento per un confronto serio con le tendenza della società, le dinamiche della critica e la passione per la lettura di prima mano per la formazione di una coscienza e di una cultura veramente moderne in cui la letteratura non è solo un immergersi in universi paralleli ma sia anche un modo per interpretare il mondo ed essere sempre più arroccati alla realtà delle nostre esistenze.



1La cit. è tolta da p. 17.

2Ci si riferisce ai grandi film che in questi mesi portano su grande schermo i capolavori della lletteratura europea nomi come Les Miserables, Anna Karenina ed ultimamente anche Educazione siberiana.

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